Storie Web mercoledì, Febbraio 18
Ore di ansia per Tommaso, domani al Monaldi l’Hearth Team per valutare possibili opzioni

È ora affidato a un consulto nazionale di specialisti il destino del bambino di due anni ricoverato in Terapia intensiva all’Ospedale Monaldi dal 23 dicembre, dopo aver ricevuto un cuore rivelatosi danneggiato. Domani al Monaldi è atteso l’Heart Team con i maggiori esperti italiani di trapianti cardiaci pediatrici, chiamati a una rivalutazione collegiale per definire le possibili opzioni.

Al consulto parteciperà anche l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma(con il Professor Lorenzo Galletti e la dottoressa Rachele Adorisio), a cui era stato richiesto un secondo parere e che in un primo momento aveva segnalato la presenza di “condizioni incompatibili” con un eventuale ritrapianto. Domani, dunque, l’incontro con gli esperti, che “vedranno fisicamente il bambino” e daranno la loro opinione. “Ci rimettiamo al loro parere”, ha dichiarato il presidente Tiziano Onesti, confermando la piena disponibilità della struttura romana.

Mentre i medici lavorano alla rivalutazione clinica, il caso è esploso anche sul piano istituzionale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha telefonato alla madre del bambino, assicurando — secondo quanto riferito dal legale della famiglia  — che verrà fatto il possibile “per fare giustizia”. Solidarietà espressa anche dal presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha affrontato la vicenda a Roma con il ministro della Salute Orazio Schillaci.

Ministero e Regione hanno attivato “poteri ispettivi e conoscitivi” e avviato accertamenti “per poter assumere i provvedimenti necessari”, mentre una relazione regionale è attesa al dicastero nelle prossime ore. Gia domani gli ispettori del ministero della Salute saranno a Napoli. Terminate le verifiche, si recheranno poi a Bolzano, all’ospedale dove è stato effettuato l’espianto e si è proceduto a preparare l’organo per il trasferimento alla struttura partenopea.

L’indagine punta a ricostruire l’intera vicenda, dal trasporto dell’organo fino alla scelta di procedere con il trapianto nonostante il danno subito durante il trasporto. L’attenzione è concentrata soprattutto sulle modalità di conservazione e trasporto dell’organo: come emerso nei giorni scorsi, il contenitore utilizzato per il trasferimento del cuore, sequestrato dai carabinieri del Nas, era infatti di tipo ‘non tecnologico’, un box normalmente in uso nella struttura ma che non sarebbe dotato delle caratteristiche più avanzate dei dispositivi di nuova generazione per il controllo della temperatura. In particolare, gli investigatori dovranno capire perché sia stato impiegato il ghiaccio secco al posto del ghiaccio tradizionale, ritenuto il possibile fattore determinante del danno. L’Azienda Ospedaliera dei Colli, intanto, continua a ribadire il proprio impegno ad assicurare “trasparenza e collaborazione con le autorità ispettive e giudiziarie”, mentre la priorità immediata resta quella clinica.

 

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