Tempismo, un pizzico di fortuna, ma soprattutto lavoro e «cocciuta coerenza», come la definisce Claudia Orciani, nel restare fedeli al made in Marche, all’artigianalità e al percorso stilistico intrapreso dal padre Claudio, fondatore, nel 1979, dell’azienda di pelletteria.
L’ingrediente fortuna consiste in particolare nella giusta divisione dei ruoli e nell’armonia famigliare: «Siamo due sorelle ed entrambe abbiamo ereditato la passione per il mondo della pelletteria artigianale, ma se tutte e due avessimo voluto occuparci della parte creativa o, per contro, di quella manageriale, forse non saremmo qui a celebrare un percorso di crescita e a pensare a strategie di sviluppo internazionale – racconta Claudia Orciani, presidente dell’azienda –. Il destino però ha voluto così: mia sorella è la creativa di famiglia, io sono più attratta da numeri e gestione operativa, due ruoli che mio padre è riuscito a unire, con l’aiuto di mia madre peraltro (ride)». Il marchio è diventato famoso per le cinture da uomo e ha poi ampliato le collezioni all’universo femminile, in particolare con borse e piccola pelletteria. Fortuna e tempismo, dicevamo, che non sono esattamente la stessa cosa: essere pronti alle esigenze del mercato magari ancora prima che si manifestino non è quasi mai un evento casuale, bensì il frutto di coerenza e attenzione, di capacità di individuare i propri punti di forza e allo stesso tempo di correggere il tiro quando è necessario.
«Non abbiamo mai pensato di trovare scorciatoie per allontanarci dall’artigianalità, dalla qualità dei materiale e dall’attenzione al nostro territorio e alle esigenze delle persone che lavorano con noi – aggiunte Claudia Orciani –. Non solo nostro padre, oggi settantenne in splendida forma e sempre molto presente in azienda, non lo avrebbe mai permesso: è tutta la nostra famiglia a credere nei valori alla base della nascita e della crescita del marchio Orciani».
Presente in 350 punti vendita nel mondo e a Milano con uno showroom in via Spiga e un corner in Rinascente Duomo, Orciani ha però un export che vale “solo” il 30% e tra le priorità c’è proprio l’espansione fuori dall’Italia.
«Basta toccarlo, oltre che vederlo, il nostro prodotto, per capirne il valore artigianale e il marchio si è conquistato credibilità e visibilità anche grazie a borse come Sveva, un modello che nel 2026 ha compiuto dieci anni ed è sempre tra i best seller. Il prezzo (intorno ai 500 euro, ndr) è quello che gli americani definiscono value for money, sempre più importante in un momento in cui marchi grandi e meno grandi hanno alzato i listini ben oltre l’inflazione o i miglioramenti di prodotto. Puntiamo a quei clienti che seguono la moda, apprezzano il made in Italy e non concepiscono però di spendere migliaia di euro per una borsa, anche perché magari desiderano comprarne una ogni anno, se non ogni stagione». Claudia Orciani guarda al Medio Oriente (ha stretto da poco un accordo con il colosso Rostamani), ma pure ai multimarca europei e all’e-commerce, gestito internamente , e a ogni forma di autentica sostenibilità. «Accanto a quella intrinseca di un prodotto come Orciani, legata alla qualità e lunghissima durata nel tempo, siamo attenti a tutto il resto, dall’uso del cotone riciclato per le fodere al packaging anti spreco», conclude.













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