
Chatbot, modelli LLM, browser, motore di ricerca e ora traduttore: pochi, probabilmente, hanno pensato in questi mesi a quello che poteva essere l’anello mancante nell’ecosistema di OpenAI. E se di mancanza era lecito parlare, la società guidata da Sam Altman ha provveduto a mettere un nuovo tassello per segnare la propria presenza in un ambito già ampiamente presidiato, per l’appunto quello della traduzione automatica. L’annuncio di ChatGPT Translate è arrivato in sordina, senza particolari squilli di tromba, ma non si tratta di una semplice estensione della chatbot usato da 800 milioni di persone nel mondo su base mensile, bensì di un servizio autonomo progettato per essere un’alternativa a strumenti ampiamente utilizzati come Google Translate, da anni un punto di riferimento per le traduzioni rapide online.
I plus e i minus del nuovo tool di Open AI
L’impostazione dello strumento è volutamente familiare e prevede due riquadri affiancati, uno per il testo di partenza (che può essere incollato da desktop oppure dettato dal browser mobile) e uno per la versione tradotta, con rilevamento automatico della lingua e il supporto di oltre 50 diversi idiomi.
Il vero valore dello strumento emerge però subito dopo il primo output: ChatGPT Translate introduce infatti una serie di azioni rapide che consentono di rielaborare la traduzione in funzione del contesto, di renderla più fluida, più formale, più accademica o all’occorrenza semplificata per un pubblico più giovane. Selezionando una di queste opzioni, l’utente viene trasferito nell’interfaccia principale di ChatGPT, con un prompt già impostato e modificabile. Ed è questo, secondo vari esperti, l’elemento distintivo dell’approccio di OpenAI: la traduzione non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. L’AI, in altre parole, non si limita a restituire una resa letterale, ma modella il testo in base a tono, registro e destinatario, trasformandolo in un contenuto “su misura”. La macchina, insomma, avvicina la traduzione automatica a un lavoro di adattamento del contenuto tradizionalmente affidato all’intervento umano.
Per contro, ChatGPT Translate resta al momento uno strumento essenziale, in quanto funziona esclusivamente con un semplice testo e non supporta il caricamento di documenti, la traduzione di pagine web complete o le conversazioni in tempo reale. Il supporto alle immagini, pur indicato nella pagina web del servizio, non è ancora disponibile. Anche sul fronte linguistico, infine, altri traduttori mantengono un vantaggio significativo grazie a un catalogo di lingue molto più ampio. Detto che la sfida per la supremazia in questo campo si gioca in un contesto in rapido movimento (Google sta lavorando su Gemini per ottenere miglioramenti mirati alla resa di espressioni idiomatiche e varianti locali), ChatGPT Translate è un segnale strategico: la traduzione automatica diventa strumento adattivo, sempre più intrecciato con l’AI generativa e con l’idea di contenuti progettati per specifici contesti e usi professionali.









