Storie Web domenica, Gennaio 18
OnePlus Pad Go 2 è il tablet che non fa la voce grossa ma arriva lontano

OnePlus ha capito una cosa semplice: il tablet, oggi, non deve stupire. Deve durare. Nel tempo, nella batteria, nella testa di chi lo compra. Pad Go 2 nasce esattamente lì, nello spazio lasciato libero tra i tablet economici che arrancano e quelli premium che costano come un laptop.

Il processore MediaTek Dimensity 7300-Ultra, inciso a 4 nanometri, non è un motore da Formula 1. È più un diesel moderno: consuma poco, gira sempre, non perde colpi. OnePlus parla di fluidità garantita per quattro anni, certificata TÜV. Tradotto dal marketing all’italiano: questo tablet non diventa lento dopo sei mesi. Ed è una promessa rara in questa fascia di prezzo.

La vera dichiarazione d’intenti però è la batteria. Diecimila e cinquanta milliampereora. Un numero che pesa. Significa una giornata piena senza pensieri, spesso due. Significa video, studio, lavoro, streaming serale e ancora margine. Significa soprattutto una cosa: smetti di cercare prese di corrente come fossero oasi nel deserto. E se lo smartphone resta a secco, il tablet può persino rianimarlo grazie alla ricarica inversa. Non è una funzione da copertina, ma è quella che ti salva alle sette di sera.

Il display è grande, 12,1 pollici, ma soprattutto è furbo. Il formato 7:5 va controcorrente rispetto ai 16:9 ed è una benedizione per chi legge, scrive, studia. Più spazio verticale, meno zoom compulsivo, meno scroll infinito. La luminosità arriva a 900 nit, i colori coprono quasi tutto il DCI-P3, Dolby Vision c’è. Non è OLED, ma è uno schermo che non stanca e che puoi guardare per ore senza rimpianti.

Qui entra in gioco Open Canvas, il multitasking di OnePlus. Non è un esercizio di stile, è sostanza pura. Le finestre convivono, si sovrappongono, scorrono. Il tablet smette di comportarsi come uno smartphone ingrandito e inizia a lavorare come uno strumento. È software che dà valore all’hardware, non il contrario.

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