Bisogna fare qualche passo indietro per comprendere l’iter avviato, ma che procede a singhozzo, partendo dal Digital Compass. Il piano strategico è stato presentato dalla Commissione Europea nel marzo di cinque anni fa per garantire la trasformazione digitale dell’Ue entro il 2030.
L’italia si trova quindi oltre la metà del tragitto e le motivazioni dei continui stop vanno ricercati nella mancanza di un quadro legislativo che consenta l’utilizzo dell’identità digitale. Va ricordato però che in Italia sia possibile votare in alcuni contesti, come quello universitario, ma per le elezioni politiche non esiste al momento alcuna normativa.
Il punto in Italia, a quale tappa siamo arrivati nel percorso normativo
I primi passi sono stati mossi sei anni fa, durante il Governo Conte II in piena emergenza pandemica. La legge di bilancio 2020 ha istituito infatti il Fondo per il voto elettronico, per cui è stato stanziato un milione di euro, dando la precedenza agli italiani residenti all’estero.
L’estate successiva con un decreto firmato dai ministri Lamorgese e Colao sono state istituite anche le linee guida, ma da allora non si è mosso più nulla. Sono state due le sperimentazioni ed è stata annunciata una terza tra due anni.
Le sperimentazioni e l’attesa dell’Alto Adige
Garantire il voto digitale in vista delle prossime amministrative. È la sfida lanciata Arno Kompatscher, a capo della Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige. Nel consiglio provinciale del 6 marzo scorso è stato infatti depositato un disegno di legge dalla maggioranza in vista delle elezioni amministrative provinciali del 2028.









