Stagione record per il turismo open air in Toscana: nel 2025 sono state superate i 10 milioni di presenze nei campeggi, villaggi turistici e resort della regione. È quanto emerge della rilevazioni di Faita FederCamping Toscana, l’associazione regionale delle strutture turistico-ricettivi open air sulla base dei dati forniti dal Centro studi turistici di Firenze. Si è trattato di un anno di consolidamento con una crescita qualitativa mentre per il 2026 gli operatori, alla luce delle prenotazioni pervenute, sono ottimisti.
L’offerta extralberghiera open air in Toscana conta 236 strutture attive, di cui 212 campeggi e 24 villaggi turistici, per una capacità ricettiva che supera i 184mila posti letto. Il vero traino è stato rappresentato dalla domanda internazionale, che ha registrato un +1,2% di pernottamenti, portando oltre 50mila presenze aggiuntive rispetto al 2024. Gli italiani rappresentano la quota maggioritaria degli ospiti con il 55,4% delle presenze totali, il mercato estero mostra i margini di crescita più dinamici. Nonostante il comparto rappresenti numericamente solo l’1,3% delle strutture ricettive la sua capacità di carico è determinante, garantendo il 31,5% del totale dei posti letto della Toscana. Rispetto al 2024, l’offerta ha continuato la sua espansione con l’aggiunta di circa 660 nuovi posti letto (+0,4%), a conferma di un dinamismo negli investimenti. Per l’anno in corso le proiezioni parlano di una crescita tra l’1,4 e l’1,8% sebbene il contesto sia all’insegna delle incertezze geopolitiche e dei rincari dei carburanti. Si potrebbe avvantaggiare il turismo di prossimità di chi ha la possibilità di utilizzare mezzi propri, con una gestione flessibile del budget e, soprattutto, il desiderio di una vacanza immersa nella natura e sostenibile.
«La Toscana crede molto in questo segmento turistico – ha detto Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana -. Lo dimostrano i dati che sono stati presentati con più di 10 milioni di presenze nel 2025. Un elemento vitale del comparto che merita di essere sostenuto. La costa resta il punto di forza, ma si sta ritagliando una dimensione sempre più interessante il turismo open air nelle aree della Toscana diffusa, una visione che si integra perfettamente proprio per le caratteristiche dei piccoli borghi e delle aree meno affollate». La maggioranza degli operatori ha sviluppato strutture lungo la costa e negli ultimi tempi si è guardato alle aree interne con glamping, poderi e agriturismi che si sono dotati di casette mobili.
Secondo i dati Faita gli arrivi sono stati quasi 1,7 milioni (+0,9%), i pernottamenti poco più di 10,1 milioni (+0,7%) mentre la permanenza media ricalca la classica settimana di vacanza. Il settore ha beneficiato di un aumento degli arrivi dall’estero (+1,2%) pari a oltre 50mila arrivi in più.
«I risultati 2025 confermano la forza e l’attrattività del turismo open air in Toscana, che oggi rappresenta quasi un terzo della capacità ricettiva regionale – segnala Claudio Galassi, presidente di Faita Toscana -. Il record di gradimento di 69,2 punti, premia la qualità del lavoro dei nostri imprenditori e una crescente proiezione internazionale, soprattutto nei mercati tedesco e olandese. Per il 2026 guardiamo con cauto ottimismo, puntando su sostenibilità, sicurezza e legame con il territorio, continuando a innovare i servizi per una domanda sempre più esigente e con l’obiettivo di superare ancora i dieci milioni di presenze». Forse per il nome evocativo, forse per le bellezze del territorio una zona che piace alle famiglie, soprattutto quelle straniere, è la “Costa degli Etruschi”. Qui si concentrano anche diverse cantine, terme, attività outdoor nella natura, aree archeologiche che favoriscono la destagionalizzazione.











