
In occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, Telefono Azzurro rinnova il proprio impegno a essere al fianco di bambini e adolescenti. Secondo i dati raccolti, nel corso del 2025 sono stati gestiti 181 casi di bullismo e 24 casi di cyberbullismo. Le segnalazioni hanno riguardato prevalentemente attacchi legati alle caratteristiche fisiche, che rappresentano il 72,5% dei casi di bullismo e il 9% di quelli di cyberbullismo. Seguono le motivazioni di tipo culturale (12% per il bullismo e 2% per il cyberbullismo) e quelle legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere (3,5% nei casi di bullismo e 1% nei casi di cyberbullismo).
La storia di Maria, 17 anni
“Vorrei solo sfogarmi un po’ e sentirmi ascoltata” ci racconta delle difficoltà che ha in classe con i suoi compagni “ i miei compagni scherzano, scherzano ma certe cose mi fanno sentire una ragazza stupida”. Alcune volte i compagni si arrabbiano con lei, altre scherzano, altre la deridono. Una volta un pugno è un gesto confidenziale e scherzoso mentre altre risulta doloroso e punitivo. Maria si sente confusa. Telefono Azzurro accoglie Maria nella sua sofferenza, rinforza la possibilità di confrontarsi con i suoi genitori e sottolinea il coraggio che ha avuto nel contattare il Servizio e richiedere ascolto. Nella conversazione che prosegue viene messo sotto i riflettori la figura del professore di sostegno che accompagna Maria durante le lezioni in classe. Maria trova la forza di contattarlo in diretta e confidarsi. Ringrazia, affermando che si sente già più felice e serena per essersi “alleggerita dal peso”, aver trovato uno spazio d’ascolto ed aver trovato in lei le risorse individuali per coinvolgere un adulto responsabile già inserito all’interno del suo contesto scolastico.
Un fenomeno sommerso
Nel corso degli anni, Telefono Azzurro ha potuto constatare come un numero elevato di bambini e adolescenti vittime di violenze e prevaricazioni online non denunci quanto accaduto, restando invisibile. Paura, vergogna, senso di isolamento e sfiducia negli adulti continuano a rappresentare ostacoli significativi alla richiesta di aiuto.
Contrastare efficacemente un fenomeno complesso e in continua evoluzione come il cyberbullismo, è possibile solo attraverso la costruzione di una rete solida e coordinata tra Terzo settore, Istituzioni pubbliche e aziende private dell’ambito tech. In questa direzione si collocano i protocolli d’Intesa sottoscritti da Telefono Azzurro con il Ministero della Difesa e con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, finalizzati a rafforzare prevenzione, educazione e protezione di bambini e adolescenti consolidando un sistema integrato di intervento.
Lo scenario nazionale, europeo ed internazionale
Secondo gli ultimi dati ISTAT, nel 2023 in Italia il 68,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha dichiarato di aver subito, nei 12 mesi precedenti, episodi offensivi, aggressivi, diffamatori o di esclusione, sia online sia offline. Il 21% riferisce di averli subiti più volte al mese e circa l’8% con cadenza almeno settimanale. I maschi risultano leggermente più colpiti rispetto alle femmine (21,5% contro 20,5%), con una maggiore incidenza tra i giovanissimi di 11-13 anni (23,7%). Preoccupa il trasferimento del fenomeno sul web: circa un 34% degli adolescenti italiani riferisce di aver subito atti vessatori o molestie online nel 2023.
Le forme di aggressione più comuni includono insulti nelle chat di gruppo, mentre emergono differenze di genere nelle modalità: più dirette e pubbliche tra i ragazzi, più indirette e relazionali tra le ragazze.
In Europa i dati dell’OMS segnalano che, in media, l’11% degli adolescenti nel continente risulta vittima di bullismo a scuola, la quota di chi subisce cyberbullismo è invece più alta e in rapido aumento: nel 2022 1 adolescente su 6 è stato vittima di prevaricazioni online.
A livello internazionale lo studio Health Behaviour in School-aged Children (HBSC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, condotto in 44 Paesi e regioni, circa l’11% degli adolescenti ha subito episodi di bullismo a scuola, senza differenze significative tra ragazzi e ragazze. Sul fronte del cyberbullismo, emerge che il 12% degli adolescenti (1 su 8) dichiara di averlo praticato, con una maggiore incidenza tra i ragazzi (14%) rispetto alle ragazze (9%).Particolarmente preoccupante è l’aumento rispetto al 2018: dal’11% al 14% tra i ragazzi e dal 7% al 9% tra le ragazze. Ancora più rilevante è il dato relativo alle vittime: il 15% degli adolescenti, circa 1 su 6, ha subito episodi di cyberbullismo, con percentuali simili tra maschi (15%) e femmine (16%), in crescita rispetto al 2018.










