Il documento di finanza pubblica è pronto ad arrivare in Aula alla Camera. Sia maggioranza che opposizione si presenteranno con risoluzioni unitarie incentrate su temi diversi.
Attivare la clausola di salvaguardia nazionale
Quella di centrodestra, che potrebbe ancora cambiare, dovrebbe contenere la possibilità, riguardo al deficit, di attivare “la clausola di salvaguardia nazionale” prevista dall’articolo 26 del nuovo patto: per «deviare dal percorso della spesa netta stabilito» in casi «eccezionali e al di fuori del controllo dello Stato» che ne fa richiesta. Una deroga per far fronte all’emergenza energetica.
«Flessibilità» e non «scostamento»
Nel testo dovrebbe esserci la parola «flessibilità» e non «scostamento» (a differenza del documento dei partiti d’opposizione). Ma fino all’ultimo momento, vista anche la fluidità del contesto internazionale, potrebbe cambiare qualcosa. Anche in considerazione dei contatti informali che l’Esecutivo sta gestendo con Bruxelles.
Distanze Lega e Fi
I punti di partenza di Lega e Forza Italia erano distanti e il confronto è andato avanti a lungo. Da un lato gli azzurri più propensi ad una rimodulazione dei fondi di coesione e del Pnrr sull’energia; dall’altro i leghisti all’attacco sulla richiesta di abbandonare anche unilateralmente il patto di stabilità, come ribadito dal leader Matteo Salvini.
Decisivo è stato l’intervento della stessa premier Giorgia Meloni che ha fatto riferimento all’ipotesi di usare «l’autorizzazione» già concessa dal Parlamento «di una flessibilità sui conti per le spese di difesa e sicurezza (pari a 3,7 miliardi) anche per l’energia».
