«Nei prossimi anni, le tensioni sulle spese legate alla difesa, alle pensioni e al cambiamento climatico si accentueranno mentre i bisogni in investimento pubblico resteranno importanti, il che complicherà il risanamento» dei conti pubblici. È questo il quadro delineato dalla scheda sull’Italia del primo rapporto Ocse sui Fondamenti della crescita e della competitività, presentato oggi a Parigi. Il rapporto indica tre raccomandazioni per il nostro Paese: ridurre il deficit usando gli introiti eccezionali, fissare obiettivi di risparmio più ambiziosi e accrescere le entrare con la lotta all’evasione fiscale.
Performance migliorate negli ultimi dieci anni, ma non basta
Il rapporto evidenzia che dalla crisi di inizio anni ’10 le performance economiche dell’Italia sono progredite e la produzione per abitante è in aumento. «La crescita dell’occupazione – scrive l’Ocse – è stato il motore di questo miglioramento. La disoccupazione è scesa a livelli storicamente bassi e un maggior numero di donne e senior sono stati portati a lavorare. L’investimento è cresciuto».
Anche la produttività è migliorata alla fine degli anni ’10, ma «da allora si è indebolita». Secondo il report, il Pnrr è stato «l’origine di un ambizioso programma di riforme strutturali e di investimenti pubblici volto a trainare la produttività», ma «per aumentare il tasso di crescita economica bisognerà affrontare i venti contrari dell’invecchiamento rapido della popolazione, amplificati da un tasso di attività di donne e giovani più debole che in gran parte di Paesi analoghi, malgrado progressi recenti».
Migliorare formazione e supportare l’impresa
Per superare la situazione attuale, con tassi di occupazione giovanile e femminile più bassi della media Ocse, il rapporto suggerisce di «migliorare il funzionamento del mercato del lavoro, in particolare, per quei lavoratori che arrivano sul mercato del lavoro, mantenendo gli investimenti nella qualità della formazione, continuando a ridurre i prelievi fiscali e sociali sui redditi professionali, incoraggiando i partner sociali a riformare le convenzioni collettive» ma anche «riducendo la portata delle clausole di non concorrenza per ridurre gli ostacoli alla mobilità tra imprese».
Sostenere investimenti privati per stimolare la crescita
Secondo l’ente parigino «sostenere gli investimenti del settore privato, specialmente su ricerca e innovazione, aumenterebbe la crescita della produttività». Inoltre viene raccomandato di «assicurare progressi sostenuti e credibili sul tema del debito pubblico, coerenti con gli obiettivi strutturali di medio termine». Il peso delle pensioni e di altre spese limita gli spazi per investimenti o per alleggerimenti della pressione fiscale, per cui gli incentivi ai privati sono una misura importante per la crescita a lungo termine.










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