Robert Nisticò è presidente dell’Agenzia italiana del farmaco e a metà mandato si trova a gestire la patata bollente di una spesa farmaceutica che continua a crescere e va governata per garantire le terapie a tutti soprattutto quelle innovative rispettando allo stesso tempo il difficile mantra della sostenibilità.
La spesa farmaceutica del Ssn sfiora ormai i 25 miliardi.
È inarrestabile perché l’innovazione non si arresta: oggi abbiamo farmaci sempre più sofisticati e da qui al 2030 ci saranno tante nuove terapie geniche e Car t. E l’innovazione costa perché dietro ci sono anche tanti fallimenti nella ricerca e le imprese devono compensarli. Tra l’altro oggi anche le malattie rare sono sempre più conosciute e diagnosticate con almeno 16-17 farmaci orfani, spesso molto costosi, che vengono approvati. E poi ovviamente c’è il grande tema dell’invecchiamento e della cronicità con pazienti sempre più complessi da gestire. Da qui una crescita della spesa importante, ma non fuori controllo. Il tema è come governarla.
Ma c’è il rischio che i farmaci innovativi arrivino in ritardo dopo la clausola di Trump sulla Most favored nation?
Si c’è un rischio concreto e già si osservano ritardi nei lanci di nuove terapie in Italia e in Europa. Per questo bisogna fare attenzione agli strumenti da mettere in campo per contenere la spesa.
