Il presidente venezuelano Nicolas Maduro, catturato sabato dalle forze statunitensi, è detenuto nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn, una struttura carceraria federale da anni al centro di scandali, indagini e accuse di gravi carenze gestionali. Lo racconta oggi il New York Times.
Il Metropolitan Detention Center, noto come MDC, è un imponente complesso situato nel centro di Brooklyn che da decenni ospita alcuni dei detenuti più noti degli Stati uniti in attesa di processo o di condanna definitiva. Si tratta di uno dei maggiori istituti penitenziari federali del Paese, con una popolazione che si aggira attorno ai 1.600 detenuti. Accanto a imputati accusati di reati gravi come terrorismo o traffico internazionale di droga, la maggioranza delle persone recluse è in attesa di giudizio per reati minori.
La struttura è però considerata altamente problematica. Negli ultimi anni è stata teatro di accoltellamenti e omicidi ed è diventata nel 2021 l’unico carcere federale di New York, dopo la chiusura del Metropolitan Correctional Center di Manhattan da parte del Dipartimento di Giustizia a causa del progressivo deterioramento delle condizioni interne.
Nel 2019 il centro finì al centro dell’attenzione nazionale per un blackout durato una settimana, durante il quale riscaldamento ed elettricità vennero a mancare nel pieno di un’ondata di freddo polare. Un rapporto del Dipartimento di Giustizia concluse che la crisi era stata gestita in modo gravemente inadeguato dalle autorità carcerarie.
Maduro, trasferito nel carcere sabato, si aggiunge a una lunga lista di detenuti di alto profilo passati dall’MDC. Tra questi figurano Ghislaine Maxwell, già compagna del finanziere e criminale sessuale Jeffrey Epstein, il rapper Sean “Diddy” Combs e il cantante R. Kelly, condannato per traffico sessuale.









