
Scienziato e politico, innovatore, imprenditore, professore. Ha avuto tanti ruoli Gino Nicolais, che ieri ci ha lasciati all’età di 83 anni, ma in ognuno è stato guida e apripista in un mondo in rapida trasformazione. Il suo contributo, in qualunque veste, è stato determinante per favorire la modernizzazione soprattutto della Campania e del Mezzogiorno.
Nasce nel 1942 a Sant’Anastasia, in provincia di Napoli, diventa ingegnere chimico e inizia la carriera come ricercatore presso il CNR. Diventa professore emerito di Tecnologia dei Polimeri e di Scienza e Tecnologia dei Materiali dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Nello stesso ateneo è direttore del Dipartimento di Ingegneria dei materiali e della produzione, presidente del corso di laurea in Ingegneria dei materiali e del dottorato di ricerca in Biomateriali. Negli Stati Uniti, dal 1981 al 2003, è professore aggiunto al Dipartimento di Ingegneria Chimica presso la University of Washington (Seattle) e, dal 1986 al 2004, professore aggiunto all’Institute of Materials Science – University of Connecticut di Storrs. E’ uno degli scienziati italiani con il maggior numero di citazioni sulle riviste scientifiche internazionali.
Tornato in Italia, nel 2000, viene cooptato da Antonio Bassolino e diventa assessore alla ricerca e alla innovazione della Regione Campania. A lui si deve il disegno che è stato alla base della strategia regionale per molti anni: favorisce con i fondi europei gli investimenti in nuove tecnologie anche delle piccole imprese, snellisce le procedure di assegnazione delle risorse, istituisce i centri di competenza: una sorta di centri di ricerca che devono favorire il dialogo tra atenei e imprese. Tra il 2006 e il 2008 diventa ministro per le Riforme e l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione del Governo Prodi. E’ deputato dal 2008 al 2012 e presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal 2012 al 2016. In quest’ultimo ruolo lavora per rafforzare la competitività della ricerca italiana e per valorizzarne il profilo internazionale. Promuove una ristrutturazione delle sedi del Cnr e un miglioramento della dotazione, soprattutto al Sud.
Instancabile, dopo l’esperienza al Cnr crea Materias, una start up che ha la missione fare scouting nelle università per scovare quelle idee innovative che possono diventare impresa. Un’attività intensa (ho ascoltato centinaia di giovani, diceva) e di scoperte ne ha fatte. Negli ultimi anni Gino Nicolais è diventato il principale punto di riferimento per chiunque volesse e dovesse fare innovazione, sopratutto al Sud. E’ entrano in numerosi consigli di amministrazione e nei comitati scientifici di importanti società. Il suo punto di vista, sempre nuovo, sempre sorprendente, spiegato come fosse tutto semplice, era diventato imprescindibile. Uomo di grande capacità comunicativa, con una visione obiettiva ma anche ottimista, elegante e sorridente, lascia il Sud per cui ha tanto lavorato, orfano della sua “guida verso il futuro”.









