Il ricorso non ha contestato il contenuto della misura fiscale, ma ha sostenuto che l’amministrazione di Mamdani ne ha gestito l’attuazione in modo inadeguato, generando «grande confusione» attraverso la «discutibile» segnalazione di migliaia di immobili potenzialmente soggetti all’imposta sulle seconde case. I tre querelanti – Rachel O’Brien, Carmine Morano e Simon Hedley – hanno affermato di avere ricevuto ingiustamente l’avviso di pagamento.
Secondo l’atto di citazione, inoltre, la richiesta della città – che obbliga i proprietari identificati per errore a richiedere l’esenzione dal pagamento – trasferirebbe sui cittadini un onere che spetterebbe invece all’amministrazione, cioè quello di individuare correttamente gli immobili sui quali deve esser pagata l’imposta.
Mamdani difende una misura «equa ed efficace»
Il portavoce di Mamdani, Matt Rauschenbach, ha affermato che la città farà immediatamente appello contro l’ordinanza di Ozzi. «Non condividiamo la decisione del giudice, ma confidiamo nella legittimità dell’imposta aggiuntiva sulle seconde case, e nella capacità della città di applicarla in modo equo ed efficace», ha spiegato Rauschenbach, sottolienando che la tassa non fa altro che chiedere un contributo a chi possiede seconde case di valore e gode dei vantaggi della città.
Il mese scorso, il dipartimento delle Finanze della città ha pubblicato online un primo elenco delle valutazioni immobiliari – fatte sulla base delle informazioni disponibili, come dichiarazioni dei redditi, atti di compravendita e altri documenti ufficiali – che «include, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, gli immobili potenzialmente soggetti alla sovrattassa». Il documento riporta i valori di mercato stimati di quasi un milione di immobili residenziali, inclusi migliaia di immobili che sembrano non raggiungere la soglia prevista per l’imposta sulle seconde case. Anche per questo il giudice Ozzi ha imposto al sindaco di ritirare l’elenco.
L’amministrazione cittadina ha inoltre inviato per posta 17mila avvisi ai proprietari di case, informandoli che potrebbero essere tenuti al pagamento dell’imposta. E a tali proprietari è stato concesso tempo fino al 18 settembre per richiedere eventuali esenzioni.
