Storie Web martedì, Settembre 29

Cavo teso e motori al massimo: il carico si solleva lentamente e silenziosamente prende quota fino a raggiungere un rifugio a quota 3.038 metri. Il tutto affidato a un drone FB3 di FlyingBasket, tech company altoatesina attiva a livello internazionale nella progettazione e nello sviluppo di droni cargo per la logistica. Un servizio programmato per l’intera estate, sviluppato in collaborazione con le strutture partecipanti, e finanziato dal Dipartimento di gestione patrimoniale della Provincia autonoma di Bolzano. Con 189 voli i rifugi hanno ricevuto i rifornimenti più frequentemente, con una maggiore disponibilità di prodotti freschi e più flessibilità nella pianificazione degli acquisti. FlyingBasket ha anche gestito direttamente il ritiro degli alimenti presso i fornitori locali e, nei voli di ritorno, sovente sono stati trasportati i rifiuti a valle.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«La sperimentazione di quest’estate dimostra come l’innovazione possa diventare uno strumento concreto al servizio dei nostri rifugi e di chi ogni giorno li gestisce – ha detto Christian Bianchi, assessore alle Opere pubbliche della Provincia autonoma di Bolzano –. I cargo drone permettono di garantire rifornimenti più frequenti, anche di prodotti freschi, e allo stesso tempo di riportare a valle materiali e rifiuti, rendendo più efficiente la logistica in alta quota. È un progetto che unisce tecnologia, sostenibilità e attenzione alle esigenze reali dei nostri rifugi, valorizzando al tempo stesso una realtà innovativa nata e cresciuta in Alto Adige». Il prossimo 13 ottobre terminerà la prima stagione di rifornimento dei rifugi, iniziato il 1° giugno coinvolgendo otto rifugi.

«All’inizio eravamo un po’ scettici, ma già dopo la prima esperienza siamo rimasti piacevolmente sorpresi – spiega Alain Untergassmair, gestore del rifugio Brigata Tridentina/Birnlückenhütte –. Le operazioni sono state ben organizzate, con il tempo necessario tra un volo e l’altro per sistemare il materiale ricevuto, e poter aumentare ulteriormente la capacità di carico ci permetterebbe in futuro di utilizzare ancora di più questo servizio. Per noi è stato particolarmente importante anche il supporto logistico di FlyingBasket, che ha ritirato direttamente le forniture e le ha portate al punto di decollo: un aiuto concreto nell’organizzazione quotidiana del rifugio. È un servizio che, dopo questa esperienza, possiamo sicuramente consigliare». Nel corso di 32 interventi sono stati effettuati complessivamente 189 voli. I cargo drone hanno portato ai rifugi 7 tonnellate mentre circa 1,5 tonnellate di rifiuti, materiali, attrezzature e bagagli sono state trasportate a valle. Il drone FB3 ha operato in un’ampia varietà di condizioni alpine, tra cui venti variabili, turbolenze, basse temperature, nuvole e una minore densità dell’aria in quota. Il velivolo, i sistemi di comunicazione e gli equipaggi hanno dovuto operare come un sistema logistico integrato in uno degli ambienti più impegnativi d’Europa. Le montagne presentano anche una sfida che ha poco a che fare con la capacità di sollevamento: la connettività. Su diverse rotte, l’FB3 ha dovuto volare attorno alle montagne e oltre le creste. In alcuni tratti di queste missioni, la conformazione del terreno rendeva impossibile mantenere una tradizionale linea di vista radio diretta tra il velivolo e l’equipaggio a terra. Quando necessario, la connettività satellitare Starlink o le reti mobili 4G hanno fornito collegamenti di comunicazione alternativi.

Droni cargo al lavoro in alta quota

L’obiettivo del progetto è di verificare l’integrazione del cargo drone non più soltanto in singole missioni dimostrative, ma nella logistica reale e ricorrente dei rifugi alpini. Per le strutture non raggiunte da strade o funivie, l’approvvigionamento rappresenta infatti una delle principali complessità operative. Il cargo drone introduce uno strumento aggiuntivo, da integrare con gli altri sistemi di trasporto in funzione delle caratteristiche e delle necessità di ciascun rifugio. «Questo progetto rappresenta per noi un passo importante nell’ampliare i limiti tecnici e normativi delle operazioni con droni cargo. Dimostrando queste capacità in contesti operativi reali e complessi, creiamo un percorso chiaro affinché i nostri clienti possano utilizzare la stessa tecnologia in scenari simili. Il nostro obiettivo è affrontare a monte gli aspetti più complessi, permettendo ai clienti di adottare una soluzione già validata e concentrarsi sulle proprie operazioni – sottolinea Moritz Moroder, Ceo e cofondatore di FlyingBasket –. Abbiamo trasportato di tutto, dal pane fresco e dalle verdure ai canederli e ai materiali da costruzione, lungo rotte con dislivelli fino a 1.500 metri, utilizzando inoltre i voli di ritorno per riportare a valle rifiuti e attrezzature. In diversi rifugi siamo riusciti a effettuare la consegna direttamente accanto all’ingresso della cucina. Completare ogni operazione programmata nel corso dell’intera stagione dimostra ciò che questa tecnologia è già in grado di fare oggi. L’esperienza raccolta durante questa estate confluirà direttamente negli sviluppi dell’FB3 per le operazioni ad alta quota e nella prossima generazione di droni cargo FlyingBasket».

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