Storie Web mercoledì, Agosto 12

Chi può accedere

Per accedere al Fondo di Garanzia Prima Casa è necessario non essere proprietari di altri immobili a uso abitativo, in Italia o all’estero, al momento della richiesta del mutuo. Fanno eccezione gli immobili ricevuti in successione e concessi in comodato gratuito a genitori o fratelli. Inoltre, il mutuo richiesto non può superare i 250mila euro. Possono beneficiare del Fondo giovani under 36, giovani coppie coniugate o conviventi, famiglie monogenitoriali con figli minori, famiglie con tre, quattro o cinque o più figli a carico di età inferiore ai 21 anni con Isee rispettivamente non superiore a 40, 45 e 50mila euro e , infine, assegnatari di alloggi popolari e nuclei familiari numerosi che rispettano i limiti Isee stabiliti.

Dal 3 agosto 2026 possono inoltre accedere al Fondo anche le persone con disabilità permanente riconosciuta ai sensi della Legge 104 e i nuclei familiari che convivono da almeno due anni con un familiare con la stessa condizione. Le garanzie sono due: quella ordinaria che copre il 50% della quota capitale del mutuo, e una seconda che può arrivare – in rari casi anche superare – all’80% (la possibilità di ottenere la garanzia rafforzata è prorogata fino al 31 dicembre 2027).

Nonostante le nuove opportunità, sul mercato le criticità persistono. Per i mutui ad alto Loan to Value (il rapporto percentuale tra l’importo del prestito richiesto e il valore commerciale del bene), cioè oltre l’80% del valore dell’immobile, l’accesso alla garanzia Consap continua infatti a dipendere dalle politiche delle singole banche. Attualmente solo pochi istituti estendono la garanzia anche ai giovani con un Isee superiore ai 40mila euro, una soglia che viene facilmente superata per chi vive ancora con i genitori.

Fisso o Variabile?

Al di là del Fondo e della garanzia statale, oggi chi si trova a dover sottoscrivere un mutuo ha di fronte rate variabili inferiori di circa il 4,4% rispetto alle corrispondenti rate a tasso fisso: per un mutuo di 150mila euro a 30 anni per l’acquisto di un immobile in classe G, le migliori offerte a tasso variabile (analizzate a fine luglio) si attestano infatti intorno ai 595 euro mensili contro i circa 635 delle migliori soluzioni a tasso fisso. «Tenuto conto degli aumenti attesi al costo del denaro, necessari a contrastare le pressioni inflattive – spiega Guido Bertolino, responsabile business development di MutuiSupermarket.it -, questo divario verrebbe del tutto colmato entro la fine dell’anno, mentre su un orizzonte di cinque anni, il tasso variabile comporterebbe una spesa complessiva superiore di circa 1.000 euro rispetto a quella prevista per il tasso fisso». Secondo l’esperto, di fatto, guardando ai prossimi 5 anni le migliori offerte di mutui a tasso fisso saranno lievemente più economiche in termini di spesa totale per rate rimborsate, oltre che riservare il vantaggio della certezza della rata.

La proporzione con lo stipendio

Per la maggior parte dei giovani il vero ostacolo continua comunque a essere la sostenibilità della rata. A giugno, quasi il 73% dei nuovi mutuatari under 36 ha richiesto un finanziamento ad alto Ltv, segno che molti acquirenti dispongono di risparmi limitati e necessitano di un finanziamento che copra quasi integralmente il prezzo dell’immobile. «Le banche valutano con attenzione il rapporto tra rata e reddito – spiega Bertolino -. Nei mutui a tasso fisso generalmente viene accettata una rata fino al 35% del reddito netto familiare, mentre per quelli a tasso variabile la soglia si riduce normalmente al 30%, per tenere conto dell’eventuale aumento dei tassi nel tempo». Per una coppia con un reddito netto mensile di 2.800 euro, invece, il limite massimo finanziabile cambia. Con un mutuo variabile la rata massima sostenibile è pari a circa 840 euro, che consente di ottenere un finanziamento di circa 215mila euro in 30 anni. Optando invece per il tasso fisso la rata può arrivare a 980 euro, permettendo di ottenere circa 235mila euro.

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