
L’operazione portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di Nuoro ha visto finire in manette 4 persone e 1 denunciata in stato di libertà
Per gli inquirenti si tratta di una delle più grandi piantagioni di marijuana rinvenute in Italia: 40 mila piante messe a dimora e 13.000 in fase di essiccazione, il tutto per un peso complessivo di circa 3 tonnellate e mezza e un valore al dettaglio (15 milioni di dosi) di circa 31 milioni di euro. È il bilancio dell’operazione portata avanti dai carabinieri del comando provinciale di Nuoro che, in esecuzione dell’ordinanza applicativa di misura cautelare personale in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Nuoro, su richiesta della locale Procura della Repubblica, hanno arrestato quattro persone con l’accusa di produzione di sostanze stupefacenti in concorso, mentre una quinta persona è stata denunciata in stato di libertà.
40 mila piante a dimora
La localizzazione della piantagione risale a luglio quando sono partite le indagini accompagnate da una serie di controlli che hanno portato al sequestro di una piantagione di cannabis indica di oltre 40.000 piante messe a dimora e 13.000 in fase di essiccazione. Il tutto, come fanno sapere i Carabinieri con una nota, per un peso complessivo di circa 3 tonnellate e mezza: «Il totale della sostanza- scrivono i militari – avrebbe sviluppato circa 370 chili di principio attivo, per un corrispettivo di 15 milioni di dosi, che avrebbero fruttato circa 31 milioni di euro».
Dati record
Per dare una dimensione della portata dell’operazione conclusa, i militari ricordano che «dalla lettura della relazione annuale del ministero dell’interno – DCSA – del 2025 sui dati del 2024, si desume che il numero delle piante in sequestro ammonta circa ad un quarto della produzione regionale di canapa nel 2024 e circa un sesto della produzione nazionale di canapa, dell’intero 2024». Non solo: «Infatti, 25.000 piante sono addirittura maggiori al numero complessivo di piante sequestrate nell’anno 2024 nell’intera Calabria che è seconda solo alla Sardegna in campo nazionale».
Nella coltivazione, secondo quanto emerso, circa 10 mila piante sarebbero risultate avere avere una concentrazione di Thc inferiore alla soglia di legge, produzione per cui è è stato prodotto un contratto di cessione con una società svizzera, siglato dopo l’avvio della piantagione.








