
Invece nel paniere del rich-in, ancora dominato dalle proteine (indicate su quasi 4mila prodotti con vendite di oltre 2 miliardi di euro), spicca il claim “fermenti lattici”, rilevato su 642 prodotti lattiero-caseari che in dodici mesi sono cresciuti a doppia cifra (+10,8% a volume e +11,4% a valore), sfiorando i 569 milioni di euro di sell-out. Nel radar dell’Osservatorio Immagino sono finiti anche trend emergenti, come l’avanzata delle informazioni riferite alla presenza di minerali (soprattutto calcio, potassio e magnesio), trainati soprattutto dalla vivacità della domanda.
Questione di lifestyle
Un altro modello di spesa in crescita è quello legato al “lifestyle”. È composto dai 5.667 prodotti sulle cui etichette c’è almeno un claim che rimanda a una scelta di vita (ad esempio vegetariano), e nei 12 mesi rilevati ha raccolto un +1,9% a volume e un +3,2% a valore. «Negli ultimi anni lo abbiamo visto evolvere, ampliarsi e segmentarsi e tutto questo ha giovato alle vendite, che oggi sfiorano i 3,1 miliardi di euro», commenta Correale. A farsi notare è soprattutto il claim “vegano”, cresciuto più della media grazie al maggior assortimento a scaffale, arrivato oltre quota 4mila prodotti. L’accentuata crescita dell’offerta, combinata con quella della domanda (oltre +30 punti percentuali) ha fatto salire in modo consistente le vendite dei 147 alimenti “plant based”, cresciuti del 71,8% e del 31,4% a volume (vedi anche articolo a lato, ndr).
Spirulina e germe di grano già in declino?
L’ultima edizione dell’Osservatorio Immagino conferma anche come le scelte d’acquisto degli italiani siano soggette alle mode alimentari, documentate dal paniere dei super ingredienti con i suoi 41 superfood, presenti in oltre 15.300 prodotti che sviluppano oltre 5,6 miliardi di euro di vendite.
«Fin dall’inizio abbiamo individuato i prodotti e gli ingredienti più trendy e ne abbiamo monitorato la diffusione cross category e le dinamiche di vendita– aggiunge Correale – Questo ci ha permesso di seguire l’accensione, il brillare e spesso anche lo spegnersi di alcuni fenomeni di massa». Sorte che nel 2025 è toccata ad avocado, spirulina e germe di grano, arretrati sia a valore che a volume. Trend negativi, ma solo in quantità, anche per altre ex superstar, come il burro d’arachidi, lo zenzero e il pistacchio. Ora gli italiani mostrano di preferire mango, anacardi, mandorle, mirtilli, avena, noci e semi di zucca. E già sgomitano alcuni superfood “minori” per diffusione ma brillanti per andamento, come i semi di chia (+45,3% a volume), l’acqua di cocco (+32,3%), il matcha (+19,7%), la tahina (+5,4%) e le redivive bacche di goji (+8%). I prossimi fenomeni? L’Osservatorio Immagino “scommette” sul basmati e sul wasabi, che stanno già conquistando spazio.












