Storie Web martedì, Ottobre 13

Per conoscere la fragilità del sottosuolo delle città nasce la carta di identità geologica delle aree urbane. Ossia uno strumento che analizzando fattori geologici, climatici e attività umane, l’Urban Geo-climate Footprint (UGF) misura il livello di interazione tra il contesto geologico-climatico e il tessuto urbano. A metterlo a punto sono stati i ricercatori dell’Ispra nell’ambito dell’attività di ricerca condotta in collaborazione con la rete europea dei servizi geologici EuroGeoSurveys.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Necessario conoscere il sottosuolo

«Sapere cosa c’è sotto i nostri piedi aiuta a decidere cosa fare sopra – sottolinea Maria Alessandra Gallone, presidente dell’Ispra e Snpa -. Con l’Urban Geo-climate Footprint, molto simile alla Carta d’identità geologica, basta uno sguardo per capire su quale territorio poggia una città, quali sono le sue maggiori criticità e dove è possibile intervenire».

L’impatto dei fenomeni

Il nuovo metodo sintetizza le informazioni disponibili nelle banche dati pubbliche e attribuisce un punteggio compreso tra 0 e 500 per esprimere il potenziale impatto dei fenomeni geologici e climatici sull’area urbana. Più il contesto geologico e climatico condiziona lo sviluppo e il funzionamento della città, più alto è il punteggio. Il nuovo metodo è già stato testato con una serie di analisi su diverse città europee e capoluoghi di regione e provincia italiani.

94 punti a Trento e 359 a Napoli

I risultati nazionali mostrano differenze significative: si va dai 94 punti di Trento ai 359 di Napoli. Tra i valori più elevati si registrano anche Genova con 304, Palermo con 265, Bari con 255 e Catanzaro 250. Tra le città con dati più contenuti ci sono Bolzano con 144, Milano con 155, Aosta con 160 e Trieste con 162.

Come la Cie delle persone

Non solo. «Lo stesso metodo consente di realizzare una vera e propria Carta di identità geologica, il City Geo Factsheet (CGF) che, come la Cie per le persone – sottolineano dall’Ispra -, raccoglie le informazioni essenziali, non solo cattive notizie ma anche quelle buone, che identificano il profilo “ geologico-climatico” dell’area urbana». Si passa dal terreno su cui è costruita alle acque sotterranee, dalle pressioni climatiche e antropiche sul sottosuolo fino ai fenomeni di pericolosità geologica, quali risorse offre e quali aspetti richiedono maggiore attenzione. Attività che forniscono poi una «lettura semplice e immediata del rapporto tra territorio e tessuto urbano». «È questo il passaggio che vogliamo facilitare – prosegue la presidente dell’Ispra -: trasformare dati e competenze scientifiche in soluzioni concrete per chi deve scegliere, programmare e agire».

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