Storie Web martedì, Gennaio 13
Nasa e SpaceX  fissano rientro degli astronauti dalla Iss per problemi di salute

La Nasa ha dichiarato che, assieme a SpaceX, sta lavorando per consentire ai membri della missione SpaceX Crew-11 di lasciare la Stazione Spaziale Internazionale ma non prima delle 17 ET (le 22 GMT) di mercoledì 14 gennaio, in base alle condizioni meteorologiche. All’inizio della settimana, la Nasa aveva dichiarato di stare valutando un rientro anticipato dell’equipaggio dalla Iss, a causa di quello che ha descritto come un «problema medico» riguardante un astronauta.

Non era mai accaduto nei 25 anni di storia della Stazione Spaziale che si decidesse il rientro anticipato di una missione a causa delle condizioni di salute di un membro dell’equipaggio. Così la missione Crew 11, arrivata sulla Iss il primo agosto dovrà rientrare a Terra prima del termine previsto, come ha annunciato l’amministratore capo della Nasa Jared Isaacman.

«Il rientro di anticipato una ventina di giorni non compromette la missione e non cambia molto nell’organizzazione del lavoro sulla Iss», ha osservato Paolo Nespoli, veterano dello spazio che ha al suo attivo tre missioni per l’Agenzia Spaziale Europea. «Probabilmente la decisione di anticipare il rientro è stata dettata da una scelta cautelativa». La Nasa ha dato notizia del problema di salute di un membro dell’equipaggio il 7 gennaio, annunciando contestualmente il rinvio della passeggiata spaziale prevista per il giorno successivo. Avrebbero dovuto affrontarla i due astronauti della Nasa Zena Cardman e Mike Fincke.

È plausibile che il problema di salute sia stato individuato nella visita medica che serve a dare il nulla osta all’attività extra-veicolare, ma naturalmente c’è assoluto riserbo sia sulla natura del problema di salute come sull’astronauta nel quale è stato rilevato. La Nasa si è limitata a dire che le condizioni sono stabili. Sulla Iss «la maggior parte dei problemi medici possono essere risolti, come è avvenuto in passato, senza interrompere la missione», ha detto Nespoli. «In 25 anni è la prima volta che una missione spaziale viene interrotta per motivi medici. Di solito questi problemi vengono risolti a bordo attraverso il coordinamento fra gli astronauti con un addestramento medico e sotto la guida dei medici dal centro di controllo a Terra della missione, in una sorta di telemedicina», ha aggiunto l’ex astronauta, che nelle sue missioni aveva ricevuto un addestramento per affrontare problemi medici.

«Sulla Stazione Spaziale Internazionale c’è anche una farmacia nutrita, che comprende anche medicinali che gli astronauti americani chiamano “controllati” perché il loro uso deve essere autorizzato dal medico a Terra, in una sorta di ricetta», ha detto ancora. A breve la Nasa prevede di annunciare la data di rientro per Zena Cardman, Mike Fincke e per gli altri due membri della Crew 11: il russo Oleg Platonov e il giapponese Kimiya Yui. Rientreranno con la navetta Crew Dragon Endeavour di SpaceX probabilmente nei prossimi giorni. Dal momento che non si tratta di un’emergenza, verranno seguite le normali procedure: la navetta Endeavour dovrà ammarare nell’Oceano Pacifico al largo della California e, dopo il recupero con la nave, l’equipaggio dovrà essere trasportato sulla terraferma in elicottero e poi con l’aereo al Johnson Space Center della Nasa. «È la prima volta che eseguiamo un’evacuazione medica controllata dal veicolo», ha affermato Amit Kshatriya, amministratore associato della Nasa. «Ciò che conta per noi», ha aggiunto, «è l’intero equipaggio e non vogliamo fare nulla, data la natura della condizione, che possa comportare ulteriori rischi per l’equipaggio discostandoci dalle nostre normali procedure».

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