Storie Web venerdì, Luglio 17

Associazione per delinquere, falsità materiale commessa dal privato e contraffazione di pubblici sigilli. Sono i reati per cui sono indagate a vario titolo 37 persone che, secondo le ricostruzioni della Guardia di finanza di Napoli, sarebbero coinvolte in una truffa incentrata sul rilascio di titoli di laurea falsi. 34 di queste sono ritenute destinatarie dei certificati, mentre le restanti tre sono sospettate di essere componenti dell’associazione.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il falso ateneo

Le indagini delle Fiamme gialle hanno preso il via a seguito di una segnalazione del ministero dell’Università e della ricerca. L’attività investigativa ha portato alla luce l’esistenza di un’organizzazione che, tramite un sito internet e i social, promuoveva corsi di laurea triennale e magistrale in sociologia e scienze turistiche.

Per accedere al servizio i clienti pagavano una quota di 1.500 euro all’anno. Il titolo, però, veniva rilasciato da un ateneo non accreditato presso il Mur né legalmente riconosciuto nell’ambito del sistema universitario italiano. Di conseguenza, i certificati erano privi di qualsiasi valore legale.

Sul sito dell’organizzazione le forze dell’ordine hanno poi rinvenuto riferimenti a presunti accreditamenti e iscrizioni presso enti e registri pubblici. L’ente avrebbe poi utilizzato il logo della Regione Campania con l’obiettivo di fornire credibilità e apparente autorevolezza ai titoli rilasciati. Sono anche stati trovati articoli online, immagini e video che ritraggono cerimonie di conferimento di lauree e lauree honoris causa. Secondo quanto emerso, tra le vittime del raggiro ci sarebbe anche Pippo Franco, destinatario di una laurea honoris causa in Scienze della comunicazione nel 2016. Il comico era ignaro della truffa e non risulta indagato.

Perquisizioni e sequestro preventivo

Le indagini hanno permesso alla Guardia di finanza di accertare l’effettiva inesistenza di una reale struttura universitaria dietro l’organizzazione fraudolenta. Durante le perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, invece, sono stati trovati numerosi documenti relativi al rilascio di 459 certificati di laurea tra il 2004 e il 2024 e di 49 titoli honoris causa con il sigillo contraffatto della regione.

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