Storie Web giovedì, Maggio 23
Notiziario

La mozzarella di Bufala Campana Dop pesa per circa il 15% sul totale della mozzarella prodotta in Italia per un giro d’affari al consumo di 750 milioni. Non solo sembra risentire meno della crisi rispetto ai prodotti a base di latte vaccino, ma è anche forte di una più ampia quota di business legata all’estero, dove anche in questo caso la Francia è al primo posti con un terzo dell’export. Un quarto del valore esportato di tutti i tipi di mozzarella è infatti da attribuire alla Bufala Dop, che spedisce all’estero il 40% della produzione contro il 35% della vaccina.

Il Consorzio ha certificato la produzione di 55.588 tonnellate di Mozzarella Dop nel 2023 , lo 0,4% in meno rispetto al 2022 dopo la forte crescita degli ultimi anni. E i primi due mesi del 2024 registrano ancora una lieve flessione. I dati sull’export 2023 non sono ancora stati resi noti dal Consorzio, ma viste la produzione stabile e il mercato interno senza scossoni, con ogni probabilità si è trattato di un anno di consolidamento dopo una vera e propria corsa: quasi il 20% in più nel solo 2022.

«Non è facile fare previsioni in un periodo come questo – dice il presidente del Consorzio Domenico Raimondo – di certo i margini di crescita ci sono ancora, ma bisogna tenere presente che ci confrontiamo con anni molto positivi. Il 40% del business all’estero viene dai consumi fuori casa che sono molto legati a fattori stagionali, soprattutto in Francia. Questa primavera non sta aiutando, ma i mercati europei comunque reggono. L’incertezza c’è più per quel che riguarda gli Usa e le elezioni di novembre a cui potrebbero seguire dazi, anche se in passato siamo stati tra i prodotti non colpiti da Trump. Qualche rallentamento del mercato interno è invece dovuto alla crisi del potere d’acquisto delle famiglie che colpisce molto il nostro cliente tipo che ha tra i 30 e i 65 anni».

«Il 2023 si è chiuso con una produzione in leggera contrazione per un giro d’affari cresciuto del 5% ma il primo quadrimestre del 2024 sta dando risultati positivi con una crescita del 12-13% sia in volume che in valore – racconta Alfio Schiatti, chief commercial officer di Fattorie Garofalo, primo produttore di Mozzarella di Bufala Campana Dop con un fatturato attorno ai 140 milioni, che a Cibus ha presentato la “Caramella di Bufala”: un bocconcino di mozzarella ripeno di ricotta bufalina. «Puntiamo sulla diversificazione di prodotto e di canali distributivi, ad esempio i nostri punti vendita valgono il 15-20% del business – prosegue Schiatti – ma soprattutto puntiamo sulla qualità. I costi aumentano e l’unica via è restare nella fascia alta. I gusti dei consumatori si stanno evolvendo anche all’estero: dopo i francesi che ormai sono veri e propri intenditori, ora anche i tedeschi sono sempre più esigenti».

Anche il prodotto vaccino ha la sua Dop: la produzione di Mozzarella di Gioia del Colle, dicono dal Consorzio, è passata dalle 240 tonnellate del 2022 (primo anno di attività) alle 360 del 2023, per il 90% destinata al mercato nazionale. La Dop ha portato nuovi stimoli ad aziende come Gioiella, che ha presentato a Cibus il suo rebranding: nata nel 1946, oggi fattura 150 milioni, il triplo rispetto al 2019, di cui più di un terzo generato all’estero.

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