Il ministero dei Trasporti russo ha annunciato che la petroliera russa Anatoly Kolodkin, con a bordo 100mila tonnellate di petrolio e aiuti umanitari, è arrivata a Cuba. «La nave è attualmente in attesa di essere scaricata nel porto di Mansas», si legge nel comunicato, ripreso dalle agenzie russe.
Poco prima il presidente americano Donald Trump aveva dichiarato di non avere «alcun problema» con la petroliera: «Abbiamo una petroliera laggiù. Non ci dispiace che qualcuno ne carichi una nave perché ne hanno bisogno, devono sopravvivere», ha detto ai giornalisti mentre tornava a Washington. Alla domanda se fosse vero quanto riportato dal New York Times, secondo cui alla petroliera sarebbe stato permesso di raggiungere Cuba, Trump aveva risposto: «Ho detto loro che, se un Paese vuole inviare del petrolio a Cuba in questo momento, non ho problemi, che si tratti della Russia o meno».
La nave, la Anatoly Kolodkin, è soggetta a sanzioni da parte di Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito a seguito della guerra in Ucraina. Gli esperti stimano che la spedizione russa potrebbe produrre circa 180.000 barili di gasolio, sufficienti a soddisfare il fabbisogno giornaliero di Cuba per nove o dieci giorni. Trump ha respinto l’idea che permettere alla nave di raggiungere Cuba possa aiutare il presidente russo Vladimir Putin. «Non gli serve a niente. Perde solo un carico di petrolio, tutto qui. Se vuole farlo, e se altri Paesi vogliono farlo, non mi preoccupa più di tanto». E poi: «Non avrà alcun impatto, Cuba è finita. Hanno un regime pessimo. Hanno una leadership corrotta e pessima, e che riescano o meno a ricevere una nave di petrolio non farà alcuna differenza», ha concluso Trump.









