
Il 2026 si apre con un aumento dei casi di morbillo, complicanze comprese. Il sistema nazionale di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità ha registrato 84 contagi, in aumento rispetto ai 34 registrati nello stesso mese del 2025. Tre dei casi segnalati (3,6%) sono importati e 2 correlati a casi importati. Si tratta di numeri al momento contenuti ma che indicano un trend ben preciso. “Dopo due anni di alta incidenza di contagi di morbillo in Italia, con 1.055 casi nel 2024 e 532 nel 2025, il 2026 inizia con un nuovo aumento nel mese di gennaio – sottolineano gli esperti del dipartimento Malattie Infettive dell’Iss -. Il virus continua a circolare nel Paese, soprattutto tra giovani adulti non vaccinati”.
In sei regioni concentrato il 96,4% dei casi
La quasi totalità dei casi (96,4%) arriva da sole 6 Regioni (Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Calabria). L’età mediana dei casi segnalati è pari a 28 anni, tuttavia l’incidenza più elevata si osserva nella fascia di età 0-4 anni e sono stati segnalati 2 casi in bambini sotto l’anno di età.
“Lo stato vaccinale – spiega il bollettino periodico Morbillo & Rosolia News – è noto per il 91,7% dei casi, il 90,9% erano non vaccinati al momento del contagio”. Più di un terzo dei casi ha riportato almeno una complicanza: le più frequenti sono state polmonite ed epatite/aumento delle transaminasi. Tra i casi segnalati, 5 sono operatori sanitari (di cui 4 erano non vaccinati al momento del contagio e 1 era vaccinato e aveva ricevuto due dosi).
La situazione europea: nel 2025 quasi 8mila casi e 8 decessi
In Europa, ha segnalato recentemente il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025, 30 Paesi Ue/See hanno notificato 7.655 casi di morbillo e 8 decessi: 4 in Francia 3 in Romania e uno nei Paesi Bassi. “Sebbene il numero totale di infezioni nel 2025 rappresenti una diminuzione significativa rispetto agli oltre 35mila casi del 2024 – sottolinea l’Iss – è quasi il doppio dei casi segnalati nel 2023”. I tassi di notifica più elevati sono stati osservati nei neonati di età inferiore a un anno (261,6 casi per milione) e nei bambini di età compresa tra 1 e 4 anni (127,4 casi per milione).
Il 79,9% dei casi non erano vaccinati, il 10,3% erano vaccinati con una dose di vaccino contro il morbillo, il 7,9% erano vaccinati con due dosi e l’1,7% erano vaccinati con un numero non noto di dosi.










