L’intervento del Segretario di Stato Rubio era il più atteso. Esordisce con un “ci apparteniamo, non vogliamo sciogliere la nostra antica amicizia”, dice, “ma rivitalizzarla”. Parla di declino dell’Occidente, chiede all’Europa più impegno per la propria difesa, ma assicura, “non vogliamo la fine dell’era transatlantica”. Una mano tesa, accolta con un applauso che risuona come un sospiro di sollievo dopo che proprio da quel palco, lo scorso anno, il vicepresidente Vance aveva parlato di divario tra Usa ed Europa, dopo la sferzata di ieri del cancelliere Merz, che diceva: “L’ordine mondiale che conoscevamo non esiste più” e che insieme a Macron ipotizza un piano di deterrenza nucleare tutto europeo. Rubio parla anche di Ucraina: non sappiamo ancora se la Russia sia seria nei negoziati, dice, prima del faccia a faccia con Zelensky, al quale ieri si era rivolto Trump. Deve darsi una mossa, diceva, perché la Russia vuole un accordo. I colloqui Washington-Mosca-Kiev riprenderanno il 17 a Ginevra, parallelamente a quelli tra Stati Uniti e Iran.
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