
Un anno record. Nonostante le incertezze causate dai dazi americani, dai perduranti conflitti geopolitici internazionali e dalle vorticose trasformazioni tecnologiche, la crescita dei ricavi dovrebbe sfiorare il 10% e proietterà il gruppo Molteni (la più grande realtà industriale italiana dell’arredo-design di proprietà interamente familiare) verso i 560 milioni di euro di fatturato, con un Ebitda in crescita a doppia cifra. Ma, soprattutto, «registriamo una crescita molto positiva e omogenea in tutte le divisioni e le aziende», spiega il ceo del gruppo, Marco Piscitelli.
Crescita senza precedenti nell’ufficio
Non solo il marchio ammiraglio (Molteni&C, arredamento e cucine) è riuscito a crescere in modo solido in mesi in cui il mercato del design di altagamma ha registrato un rallentamento a livello globale. Ma, inoltre, le aziende dell’ufficio UniFor e Citterio hanno registrato un’accelerazione senza precedenti, dopo essere riuscite comunque a tenere negli anni non facili del post-Covid. «La competizione, in questo settore, è enorme e negli ultimi anni si è spostata sempre di più sul fattore prezzo – spiega Piscitelli –. Perciò è un motivo di grande orgoglio per noi essere apprezzati e scelti dai grandi committenti per la qualità e il servizio che offriamo». Tra i recenti progetti che hanno visto protagonisti la divisione ufficio c’è, ad esempio, la nuova sede di JP Morgan a New York, per la quale Molteni Group ha realizzato la fornitura di arredi tecnici, ma anche di mobili per alcune aree comuni a marchio Molteni&C.
La sinergia tra le diverse società del gruppo è del resto uno dei fattori che ne ha accelerato la competitività negli ultimi anni: «Per molti di questi grandi progetti lavoriamo sempre di più come gruppo, offrendo soluzioni e prodotti che vanno dalla casa all’ufficio, dalle boiserie alle porte, dalle cucine all’outdoor, passando per quel mondo che sta in mezzo tra questi due ambienti, sempre più contaminati tra loro – osserva il vice-presidente di Molteni&C, Giovanni Molteni –. In questa logica intra gruppo, riusciamo a offrire ai clienti soluzioni e servizi sempre più integrati».
Investimenti in innovazione
Un’integrazione resa possibile anche dai consistenti investimenti messi in campo ogni anno per innovare le linee produttive (oltre 10 milioni di euro solo nel 2025), in particolare sul fronte della digitalizzazione e della sostenibilità. «Stiamo investendo molto su macchinari che possano comunicare fra loro anche tra stabilimenti diversi», spiega Giovanni Molteni. È l’inizio di un percorso che richiederà anni, come quello sull’integrazione di sistemi di intelligenza artificiale nella produzione, oppure sulla circolarità della progettazione e della produzione. «Ormai ci siamo abituati a ragionare su un arco temporale di almeno tre anni, per quanto riguarda gli investimenti – precisa Piscitelli –. Per un gruppo estremamente complesso e variegato come il nostro, che genera il proprio fatturato sia attraverso le vendite retail, sia attraverso i grandi progetti contract, la pianificazione degli investimenti è fondamentale. E questo ci ha garantito una crescita misurata, calcolata, e stabile ormai da anni».
Strategie distributive: Dos e contract
In controtendenza rispetto al settore dell’arredamento, il gruppo di Giussano è riuscito infatti a crescere a doppia cifra anche nel settore retail, che da quasi due anni è invece in forte sofferenza a livello globale, grazie anche a una strategia distributiva che punta sui negozi flagship e su quelli a gestione diretta (Dos). L’ultimo hanno ha visto infatti non solo l’apertura di diversi monomarca nel mondo (tra cui San Paolo, Tokyo, Wuhan, Bangkok), ma anche l’acquisizione di tre Dos (a Singapore, Melbourne e Sidney). Per il 2026 sono previsti altri 12 nuovi flagship, da Riyadh alle Cayman, da Bangalore a Toronto, e un Dos a Lione.











