
Il 2026 si aprirà con i consueti, importanti, appuntamenti per il sistema tessile-moda-accessorio (Tma) italiano: la settimana della moda uomo inizierà il 13 gennaio a Firenze con la fiera Pitti e proseguirà senza soluzione di continuità a Milano con le sfilate e presentazioni che animeranno la città fino al 20 gennaio. Subito dopo, sempre a Milano, ci saranno MilanoUnica (la più importante fiera europea del tessile), Micam (calzature), Mipel (pelletteria) e Mido (occhiali): una vetrina variegata e unica al mondo per il Tma, che arriverà però da un 2025 di rallentamento, come spiegato ieri dal presidente della Camera della moda Carlo Capasa, in occasione della presentazione della parte milanese della settimana dell’uomo (16-20 gennaio).
Rispetto al -5% ipotizzato mesi fa, grazie ai risultati del terzo trimestre, il sistema moda chiuderà i primi 9 mesi del 2025 con un calo del 3%. «Ma non ci dobbiamo illudere – ha sottolineato Capasa –. Nei primi otto mesi le esportazioni sono diminuite del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2024 e la dinamica verso i Paesi extra Ue è stata significativamente peggiore della media (-9%)». Le importazioni sono invece in crescita sia nei settori core, in primis l’abbigliamento (+6,3%), che in quelli collegati, come la pelletteria (+2,5%); l’aumento che più impressiona è quello dell’import cinese (+11,8%) e da mesi Camera della moda e Confindustria Moda chiedono di tassare i milioni di pacchi in arrivo dalla Cina e che godono di un regime doganale incompatibile con quello che si può ormai definire dumping.
Tornando ai dati, il saldo commerciale nei primi otto mesi del 2025 è stato positivo per 26,7 miliardi, ma in diminuzione di 4,3 rispetto allo stesso periodo del 2024. Se i segnali positivi del terzo trimestre si replicheranno nel quarto, il 2025 dovrebbe chiudersi con un calo del fatturato sul 2024 tra il 2,7% e il 3%, ma Capasa ha sottolineato che il quadro generale e l’andamento 2026 resta incerto: «In pochi anni abbiamo perso 3mila imprese e rinnoviamo l’invito al Governo a stare vicino al nostro settore perché non dobbiamo lasciare indietro nessuno». Anche perché la moda, ha sottolineato l’assessore alla Moda Alessia Cappello, «è un’industria che fa bene all’Italia», ricordando l’indotto delle fashion week milanesi: 80 milioni per le due dell’uomo (gennaio e giugno) e 200 milioni per quelle della donna (febbraio e settembre). Cifre che potrebbero salire per le prossime settimane della moda uomo e donna grazie alle Olimpiadi, ha ricordato Cappello.
Tutte le sfilate in calendario (nel complesso gli eventi saranno circa 80) potranno essere seguite su milanofashionweek.cameramoda.it, piattaforma pensata per addetti ai lavori, ma anche per tutti gli appassionati. Tra i debutti in calendario, quello di Ralph Lauren, che sfilerà il 16 gennaio.












