Storie Web martedì, Ottobre 6

Uno dei dossier di primo piano della politica estera, strategico anche per il mondo delle aziende, è quello delle materie prime critiche. «Per la prima volta l’Italia ha una vera politica estera delle materie prime critiche», ha sottolineato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel messaggio inviato in occasione della conferenza: “Obiettivo export: imprese e territori del Centro Italia, verso la Conferenza nazionale dell’export 2026”, organizzata dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. «Abbiamo già firmato decine di intese in questo ambito, le ultime con Stati Uniti e Argentina. Stiamo lavorando ora a un analogo accordo politico anche con la Repubblica Democratica del Congo – ha aggiunto Tajani -, un importante Paese africano del Piano Mattei, ricco di minerali critici cruciali per le nostre imprese».

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Dopo Torino e Bari, martedì 6 ottobre è toccato a Roma e al Centro Italia. All’incontro, che si è svolto all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, hanno partecipato oltre 1.200 aziende. Sono stati effettuati più di 600 incontri con i Capi degli Uffici commerciali delle Ambasciate italiane e con gli esperti di ICE, SACE, SIMEST e CDP.

«Ho voluto allargare la squadra dell’internazionalizzazione con Unioncamere con cui abbiamo siglato un importante accordo di collaborazione nei mesi scorsi – ha ricordato Tajani -. E oggi mettiamo in rete un nuovo applicativo del Piano per l’Export. Un ulteriore strumento, concreto e operativo, per avere contatti, opportunità e strumenti del Sistema Italia, per ogni mercato di interesse, sempre a disposizione in tasca nel cellulare».

Il ministro ha lanciato un messaggio chiaro: «Nonostante guerre, dazi, crisi energetiche, l’export dell’Italia continua a correre – ha ricordato -. Nel 2025 le nostre esportazioni hanno toccato il record di 643 miliardi. Nei primi sette mesi del 2026 l’export è cresciuto del 4,6%, quasi il doppio della media europea. I 700 miliardi entro il 2027 sono il traguardo a cui puntiamo. Dal Centro Italia mi aspetto un contributo chiave. Con la crescita dell’export più forte, +11,6% nel 2025, confermata anche in questo 2026, la direzione è quella giusta!», ha sottolineato Tajani.

Tajani: «Usa e Europa fondamentali ma obiettivo è anche diversificare»

«La nostra parola d’ordine – ha sottolineato il responsabile della Farnesina – è diversificazione. Stati Uniti ed Europa restano mercati fondamentali, ma ho voluto moltiplicare il nostro impegno in tutti i mercati a più alto potenziale. Con Confindustria e oltre cento imprese ci siamo recati per primi in Argentina e Brasile dopo l’accordo dell’Unione Europea con il Mercosur. Stiamo dando un forte impulso ai nostri partenariati con India e Asia, con Golfo, Africa e Balcani. Abbiamo iniziative in corso e in programma in tutti i continenti».

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