Storie Web giovedì, Agosto 13

Il fatto che gli attacchi cyber sono giunti a ricoprire, agli occhi degli Stati, il ruolo di minaccia numero uno alla sicurezza nazionale è evidente anche nelle scelte compiute di recente da Italia e Germania sul piano organizzativo nell’ambito di questa sfida. Di recente sia Roma sia Berlino hanno adottato provvedimenti che rimettono mano all’assetto difensivo su questo fronte così insidioso.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’Italia punta su un comando interforze cyber

Il disegno di legge approvato dal governo italiano il 5 agosto sul “rafforzamento e adeguamento delle capacità di difesa nazionale”, ad esempio, ha nella creazione di un comparto dedicato alla minaccia cyber all’interno della Difesa una delle novità principali. Al Capo di Stato maggiore spetta la qualifica di autorità cyber della Difesa e la responsabilità unica dei dati del Ministero, salve le competenze del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell’interno, degli Organismi di informazione, dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e dell’Ufficio centrale per la segretezza. Il Reparto informazioni e sicurezza dello Stato maggiore della Difesa assume la denominazione di Comando interforze Cyber Intel. Viene istituito, alle dirette dipendenze del Capo di Stato maggiore della Difesa, il Centro interforze di addestramento per il combattimento e per il contrasto alla minaccia ibrida. La struttura è retta da un generale di divisione.

In Germania l’intelligence estera intervienee contro le infrastrutture informatiche di potenze straniere

Dopo la riforma della difesa e la trasformazione della Bundeswehr, l’esercito tedesco, mercoledì 12 agosto Berlino ha dato il via libera alla riforma dei servizi segreti nella Repubblica federale, che ora passa all’esame del parlamento. Fino ad ora, gli agenti tedeschi avevano possibilità molto limitate, mentre la bozza della nuova legge prevede che diventino molto più efficaci ed operativi, sia sul piano della difesa che sull’attacco, acquisento poteri di intervento diretto e trasformandosi in veri e propri 007. La riforma riguarda anche il Bnd (Bundesnachrichtendienst), il servizio di intelligence estero, che potrà intervenire attivamente contro infrastrutture informatiche di potenze straniere durante gli attacchi cyber o le campagne di disinformazione. E potrà operare anche all’interno del paese. Avrà inoltre l’autorizzazione a passare all’esercizio della violenza, cui si fa riferimento con la formula del “Kinetisches Mittel” (“mezzi chinetici”) ma il testo non chiarirebbe se si tratti di una vera licenza di uccidere, come vale invece per la Cia e il Mossad.

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