«Prevenire una crisi migratoria simile a quella del 2015». L’Italia promette di lavorare assieme a Cipro, Grecia e Malta per garantire l’assistenza e il sostegno necessari alle popolazioni colpite dalla guerra in Medio Oriente, ma esorta l’Unione europea ad attivare uno stretto coordinamento per difendere i confini esterni da nuove possibili ondate migratorie. Comincia con una dichiarazione congiunta di Giorgia Meloni con gli omologhi la seconda giornata della premier al Consiglio europeo informale di Cipro, oggi a Nicosia dopo la cena di lavoro di ieri ad Agia Napa.
La dichiarazione congiunta
L’appello dà seguito a quanto già Roma aveva fatto mettere nero su bianco, in asse con Copenaghen, nelle conclusioni del vertice dei capi di Stato di Governo riunito il 19 marzo a Bruxelles. La preoccupazione di Meloni, del presidente cipriota Nikos Christodoulides, del greco Kyriakos Mitsotakis e del maltese Robert Abela è adesso quella di far sentire la voce dei Paesi situati alle frontiere esterne dell’Unione Europea e dunque «maggiormente esposti a potenziali flussi migratori incontrollati verso l’Unione».
«Salvaguardare la gestione delle frontiere esterne»
Nasce da qui il confronto sulle possibili misure volte a «salvaguardare, se necessario e nel pieno rispetto del diritto internazionale, la sicurezza e l’efficace gestione delle frontiere esterne dell’Unione Europea». Perché ciò che serve, secondo i leader, è riaffermare l’importanza di un «approccio europeo comune» al fine di «massimizzare» l’efficacia delle rispettive risposte nazionali a un possibile «aumento significativo» dei flussi migratori legati al conflitto in Medio Oriente.
Coordinamento tra i ministri dell’Interno
Per questo Meloni e gli altri hanno incaricato i rispettivi ministri dell’Interno di «proseguire lo stretto coordinamento, anche esaminando, in collaborazione con la Commissione europea, le modalità più opportune per integrare gli sforzi nazionali nel quadro delle competenze e delle iniziative pertinenti dell’Unione Europea».
Il confronto sul bilancio dell’Unione
Ma il focus dei lavori di oggi sarà ancora tutto economico: all’attenzione del summit informale c’è il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. L’obiettivo, non scontato, è arrivare a una bozza negoziale con le cifre al Consiglio europeo di giugno e a un accordo a dicembre.
