
Dal Piano casa al rapporto tra Governo e magistratura, spesso non facile, alla eventuale disponibilità, una volta terminato l’incarico a palazzo Chigi, a ricoprire la carica di Presidente della Repubblica (e al rapporto con l’attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella), per passare attraverso le strategie dell’esecutivo per affrontare l’emergenza abitativa, fino a temi di politica estera come le crisi in Venezuela, Ucraina, Gaza, fino alla trattativa tra Ue e America del Sud sul Mercosur. La conferenza, più di inizio che di fine anno, della premier Giorgia Meloni alla Camera, durata circa tre ore, ha offerto alcuni spunti per comprendere il Meloni-pensiero. Ecco, in estrema sintesi, i passaggi di maggiore interesse .
Piano casa: «100mila abitazioni a prezzo calmierato nei prossimi 10 anni»
«Siamo in dirittura di arrivo con la presentazione del piano casa che è un progetto molto ampio al quale stiamo lavorando con il ministro Salvini e con la collaborazione del ministro Foti, ma anche con la società civile e dei corpi intermedi. Penso che si possa lavorare con il sistema Italia ad un piano nelle prossime settimane, che sarà oggetto di una conferenza stampa ad hoc. Il nostro obiettivo è mettere in campo un progetto che possa mettere a disposizione 100 mila nuove case a prezzi calmierati nei prossimi 10 anni al netto delle case popolari di cui si occuperà il piano casa», ha affermato la premier.
Toghe: «Spesso rendono vano il lavoro di Forze dell’ordine e Parlamento»
«Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno – ha sottolineato Giorgia meloni -. Cito due o tre casi dalla cronaca degli ultimi giorni. Escluso il caso del capotreno, ricordo il caso dell’imam di Torino. La polizia dimostra la sua pericolosità, il ministro ne dispone l’espulsione e l’espulsione viene bloccata. Lo scorso novembre una mamma ha ucciso il figlio di nove anni, era stata più volte denunciata per i pregressi tentativi di omicidio ma l’autorità giudiziaria aveva ritenuto di lasciarla a piede libero. Ad Acerra una persona è stata arrestata mentre sversava tonnellate di rifiuti nocivi, ma è stato rimesso in libertà dall’autorità giudiziaria. Posso citare decine di casi. Quando questo accade è vano il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento. Un appello a lavorare tutti nella stessa direzione può fare la differenza». «Ho fatto un elenco delle responsabilità dei magistrati sulle questioni di sicurezza – ha poi chiarito -. Chi ha ruoli di responsabilità è chiamato a quelle responsabilità. Il tema della delegittimazione non c’è. Delegittima i magistrati la campagna dell’Anm che è stata fatta nelle stazioni. Se chi ha nel suo dna la ricerca della verità scrive una menzogna per difendere la sua campagna, questo delegittima. Così come le menzogne delegittimano la politica e i giornalisti. Chi ha un ruolo di responsabilità è chiamato a ricoprirlo con dignità e onore».
Quirinale? «Mi basta e mi appassiona quello che sto facendo»
«Mi basta quello che sto facendo, mi appassiona quello che sto facendo. Non c’è nei miei radar, quello di salire di livello». Così su una possibile elezione a Presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa di inizio anno. «I miei rapporti con il Quirinale e in particolare con il presidente della Repubblica sono ottimi – ha aggiunto – . Leggo spesso ricostruzioni su scontri e difficoltà. Io e il presidente della Repubblica non siamo sempre d’accordo, l’ha dichiarato anche lui, però se c’è una cosa che ha fatto la differenza è che il presidente della Repubblica quando si tratta di difendere l’interesse nazionale c’è. E questo per me vale tutto». E ribadendo la sintonia con Sergio Mattarella, Meloni ha sottolineato: «Cerchiamo sempre soluzioni e le abbiamo sempre trovate». «Sulle questioni interne – ha continuato la leadedr di Fdi – le posizioni personali del presidente della Repubblica immagino non siano sempre le nostre, ma entrambi conosciamo i nostri ruoli e collaboriamo in maniera ottima. Vedo però un racconto molto diverso dalla realtà che vivo e non vorrei che il tentativo di scontro servisse a sostenere interessi diversi ad esempio sul premierato per poter dire che Meloni vuole mettere le mani sul Quirinale. Insomma ci vedo una costruzione che porta a dover dire per forza che ci sono problemi anche quando non ci sono».
Ucraina: «È ora che l’Unione europea parli con la Russia»
«Salvini ha fatto una riflessione sui rapporti» della Russia «con l’Italia, come Macron l’ha fatto sull’Europa. In questo caso penso che Macron abbia ragione, credo che sia il momento in cui anche l’Ue parli con la Russia», ha affermato il presidente del Consiglio. «Se l’Europa decide di parlare con solo una delle due parti in campo – ha detto Meloni – temo che il contributo che può portare sia limitato. Il problema è chi deve farlo. Se noi facessimo l’errore di riaprire le interlocuzioni con la Russia e di andare in ordine sparso faremmo un favore a Putin. L’ultima cosa che voglio fare nella vita è un favore a Putin. Sono favorevole all’indicazione di un inviato speciale dell’Ue sull’Ucraina», ha aggiunto.









