«Parliamo del più importante programma di formazione linguistica e di mobilità internazionale che è stato mai realizzato in Italia per gli studenti delle scuole superiori. Un investimento da 420 milioni di euro di fondi strutturali europei che decidiamo di destinare a questa sfida: risorse che vogliamo mettere a disposizione per consentire ad almeno 150mila ragazzi e ragazze italiani di vivere un’esperienza che consideriamo particolarmente importante in un Paese europeo». Arriva di corsa e a sorpresa, Giorgia Meloni, all’evento “Gli studenti italiani in Europa” a Roma dove viene presentato il piano per il potenziamento dell’apprendimento delle lingue promosso dal ministero dell’Istruzione e del Merito.
Un’occasione per «allargare lo spazio della propria mente»
Davanti al ministro Giuseppe Valditara, che ringrazia, la premier si rivolge direttamente ai ragazzi: «Non considerate questa una semplice occasione per imparare una lingua straniera, perché non è solamente questo. Vivere e studiare anche solo per qualche settimana, anche solo per qualche mese, significa imparare ad affrontare situazioni nuove, diventare più autonomi, confrontarsi con persone che hanno abitudini, idee e culture diverse dalla nostra, quindi allargare lo spazio della propria mente e della propria capacità di comprensione dell’altro».
«Il talento non deve fermarsi davanti alla barriera linguistica»
Facendo riferimento anche ad alcuni episodi della sua vita personale – lo studio dell’inglese per capire le canzoni di Michael Jackson, del francese per la passione per i poeti decadenti e dello spagnolo per ambientarsi alle Canarie dove viveva suo padre – Meloni spiega la ratio dell’investimento: «Crediamo che il talento dei nostri ragazzi debba meritare le stesse opportunità di tutti i loro coetanei europei. Crediamo che il talento di un ragazzo non si possa e non si debba fermare di fronte a una barriera linguistica in un tempo come questo. Se noi oggi non togliamo quella barriera, rischiamo che tantissimi giovani italiani non siano pienamente liberi domani nella loro capacità di scelta, perché hanno la barriera della lingua. E noi vogliamo fare tutto quello che possiamo per superarla».
Le assemblee studentesche “palestra” di politica
Ai rappresentanti degli studenti, la premier dice anche che poche esperienze le hanno insegnato cosa fosse la politica «come le assemblee studentesche: una delle cose più complesse che si possano fare nella propria vita. Quindi fate bene, perché quello che state facendo vi insegnerà molto, qualsiasi siano le scelte che farete nella vostra vita».
L’uguaglianza? «Esiste davvero nel punto di partenza»
C’è tempo anche per una considerazione sull’orientamento dell’Esecutivo rispetto al tema delle opportunità. «L’uguaglianza – mette a verbale Meloni – esiste davvero nel punto di partenza, non nel punto di arrivo. Quello lo determinate voi. Noi cerchiamo di costruire queste condizioni di partenza pari per tutti». L’apprendimento delle lingue fa parte di questo bagaglio che per la premier è indispensabile: «Farà la differenza in questo tempo, perché questo è un tempo interconnesso nel quale bene o male vi troverete, qualsiasi sia il percorso che deciderete di fare nella vostra vita».
