Mojtaba Khamenei: “Non è momento giusto per pace”. Allarmi per missili dall’Iran a Tel Aviv e nel centro di Israele
Idf, attacco contro capo Jihad islamica palestinese
Il capo militare della Jihad islamica palestinese, Akram al-Ajouri, è stato colpito in un raid aereo condotto dalle Forze di difesa israeliana (Idf) in Iran. Lo ha dichiarato un ufficiale militare ai giornalisti durante un briefing annunciando che “abbiamo condotto un attacco contro Akram al-Ajouri” e spiegando che il “comandante di alto rango della Jihad islamica di Gaza” viveva in Iran. La sua morte non era stata ancora confermata. Akram al-Ajouri era inserito nella lista dei terroristi stilata dal Dipartimento di Stato americano. La Jihad islamica palestinese, alleata di Hamas e sostenuta dall’Iran, attiva in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, ha partecipato all’attacco del 7 ottobre 2023 contro Israelea.
Reuters: Khamenei respinge proposta di cessate il fuoco
La Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, avrebbe respinto le proposte per ridurre le tensioni o per un cessate il fuoco con gli Stati Uniti trasmesse a Teheran da due paesi intermediari, secondo fonti Reuters. Un alto funzionario iraniano ha dichiarato all’agenzia che la posizione di Khamenei riguardo alla vendetta contro gli Stati Uniti e Israele è stata “molto dura e seria” durante la sua prima sessione di politica estera, senza tuttavia chiarire se il leader abbia partecipato di persona alla sessione.
Media, infermiere stuprate e torturate per cure a manifestanti feriti
Due infermiere iraniane hanno denunciato di essere state stuprate e brutalmente torturante da agenti del regime di Teheran per aver curato manifestanti anti-governativi che erano rimasti feriti durante la repressione delle proteste di gennaio. Lo denuncia Iran International, testata vicina all’opposizione iraniana con sede a Londra. Secondo la fonte i Pasdaran, membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, hanno massacrato migliaia di manifestanti scesi in piazza e poi hanno abusato sessualmente del personale medico che ha curato i feritial Centro Cardiovascolare, Medico e di Ricerca Rajaei di Teheran. Un’infermiera di 33 anni ha denunciato di essere stata detenuta e stuprata da tre agenti dei Pasdaran contemporaneamente e più volte per tre giorni, afferma Iran International. Le violenze sessuali subite sono state così gravi che, prosegue la fonte, i medici hanno dovuto asportarle parte dell’intestino e potrebbe essere necessario rimuovere l’utero. Inoltre, dovrà vivere con una sacca per colostomia, afferma Iran International.
Un’altra infermiera, arrestata e violentata da un gruppo di uomini mentre era in custodia, ha subito l’asportazione dell’utero a causa di un’emorragia grave. Secondo quanto riportato da Iran International, l’infermiera sarebbe stata costretta a firmare un documento in cui dichiarava di aver sposato uno degli agenti delle Guardie Rivoluzionarie e la sua famiglia avrebbe dovuto pagare una grossa somma di denaro per ottenere il suo rilascio. Secondo alcune fonti,la donna ha anche dovuto firmare una dichiarazione in cui attribuiva la responsabilità dello stupro e degli abusi subiti ai “rivoltosi”. L’ospedale in cui si sono svolte le violenze, che si trova nel quartiere di Vali-Asr a Teheran, ha accolto numerosi manifestanti feriti. I Pasdaran hanno avvertito il personale dell’ospedale di non fornire aiuto ai feriti, ma questa richiesta è stata ignorata da 14 delle 27 infermiere in servizio. Anche due infermieri sono stati arrestati dopo aver espresso solidarietà ai feriti. Iran International afferma che mentre gli infermieri prestavano soccorso ai feriti, i Guardiani della rivoluzione iraniana sono entrati nell’ospedale e hanno aperto il fuoco sui pazienti. Due infermiere sono state uccise, mentre altre sono state picchiate e arrestate. Al personale è stato quindi intimato di non toccare i corpi dei defunti.











