
«L’immenso valore della cultura risalta ancor di più in questo periodo storico che ci porta molteplici motivi di preoccupazione, dove strategie predatorie sono riapparse con il loro carico di morte e devastazione. La cultura è strumento principe di dialogo e quindi di pace». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia di inaugurazione dell’Aquila capitale italiana della cultura 2026.
Mattarella: «Investire in cultura vuol dire investire in democrazia»
Il capo dello Stato ha posto l’accento sul fatto che «la cultura è strumento principe di dialogo, di impegno e quindi di pace. Investire in cultura vuol dire investire nella comunità, vuol dire investire in democrazia».
«Rimuovere gli squilibri territoriali è essenziale per la coesione»
«L’Aquila – ha affermato Mattarella – si presenta come espressione di quelle aree interne che nel nostro Paese a pieno titolo rivendicano il loro ruolo essenziale allo sviluppo del Paese. L’innovazione è necessaria e ineludibile. Le nuove frontiere della tecnologia devono aiutarci a rendere più commessi e più vivibili i luoghi più lontani. In questo cambiamento d’epoca la distinzione tra centro e periferia si dissolve velocemente. I luoghi di centralità si moltiplicano: ciò che resta di periferico sono invece le esclusioni, le marginalità, gli squilibri territoriali. Contrastarli e rimuoverli è compito essenziale per rafforzare la coesione e dunque l’unità dell’Italia».










