Storie Web venerdì, Marzo 27

I Marchi storici arrivano a quota mille. All’interno del Registro nazionale, è stato consegnato il millesimo attestato concesso dal Mimit ai marchi delle «imprese italiane di eccellenza storicamente collegate al territorio nazionale».

A ribadirlo è stato il ministro Adolfo Urso durante l’intervento all’evento “Dal sapere al saper fare”, promosso dall’Associazione Marchi Storici d’Italia: «Abbiamo ormai raggiunto la soglia di 1000 Marchi storici registrati, cioè aziende con oltre 50 anni di attività continuativa che producono eccellenza e che tutti ci invidiano. Il ‘made in Italy’ è diventato un marchio di eccellenza ma è invece il luogo di produzione, è lo stile, la cultura, la qualità che tutti vorrebbero avere nel prodotto».

«Italia ultimo Paese a valorizzare i Marchi storici»

L’Italia, ha aggiunto il presidente dell’Associazione marchi storici d’Italia Massimo Caputi, «è stato l’ultimo Paese a valorizzare i marchi storici: in Francia ad esempio ci sono 12 filiere di marchi storici, in Italia ne abbiamo finalmente una e abbiamo superato il millesimo marchio storico registrato. Abbiamo però uno squilibrio allucinante tra domanda e offerta di competenze. Ci servono competenze che non riusciamo a trovare».

Difficile trovare competenze

Ciò che emerso durante l’evento, infatti, è che nelle imprese italiane quasi un’assunzione su due è oggi di difficile reperimento. Nelle costruzioni e nell’industria metalmeccanica, le difficoltà di reclutamento superano la soglia critica del 60%, con una media di 4,5 mesi necessari per individuare le figure professionali richieste.

«Attualmente – ha spiegato Giovanni Brugnoli, Presidente della Fondazione imprese e competenze per il Made in Italy – circa il 46% dei profili ricercati risulta di difficile reperimento, con punte superiori al 60% nei settori delle costruzioni e della metalmeccanica. Tale criticità è riconducibile principalmente alla distanza tra sistema formativo e sistema produttivo, nonché alla carenza di competenze tecniche e operative adeguate».

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