
Dal tetto sui compensi dei manager pubblici al riscatto dei tirocini e degli stage per facilitare l’accesso alla pensione. Emergono nuovi emendamenti segnalati dai partiti di maggioranza al disegno di legge della manovra.
No al tetto per i manager pubblici di società quotate
Il primo è ritenuto prioritario sia dalla Lega che da Forza Italia, con la firma dei rispettivi capigruppo in Senato Massimiliano Romeo e Maurizio Gasparri. In particolare, l’emendamento prevede che i compensi dei manager delle società quotate a controllo pubblico non vengono computati ai fini del calcolo del tetto delle retribuzioni previsto per le società pubbliche non quotate.
Per i manager che svolgono ruoli nelle società pubbliche sia quotate che non quotate, potranno ricevere entrambi i compensi. In questo caso, quello corrisposto dalle quotate non viene calcolato per rispettare i limiti fissati per le non quotate.
Lo stesso emendamento, inoltre, prevede che le società quotate e le loro controllate siano fuori dalle regole del Testo Unico sulle società pubbliche, salvo esplicite eccezioni.
Il riscatto del tirocinio
Poi, la proposta per facilitare l’accesso alla pensione, che arriva da Fratelli d’Italia. Sarebbe possibile, spiega l’emendamento, consentendo di riscattare fino a due anni, anche non continuativi, di stage o tirocini «extracurricolari» non coperti da contributi. La copertura è di 2 milioni di euro.










