Storie Web sabato, Gennaio 17
Manovra: dai pacchi agli affitti brevi, tutte le tasse in arrivo nel 2026

Il percorso parlamentare della Legge di Bilancio 2026 è alle battute finali. Con il voto di fiducia atteso al Senato prima di Natale, il testo definitivo cristallizza una serie di interventi fiscali che ridisegnano il prelievo su commercio elettronico, immobili turistici e rendite finanziarie.

La stretta sull’e-commerce: dazi sui micro-pacchi

La misura più discussa delle ultime settimane trova conferma nell’articolato finale. Dal 1° gennaio 2026 scatta il prelievo sui flussi logistici extra-Ue, ribattezzato “tassa sui pacchi”. La norma impone un contributo fisso di 2 euro su tutte le spedizioni di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi fuori dall’Unione Europea. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha difeso la misura come necessaria perequazione rispetto ai costi sostenuti dai dettaglianti fisici. Le stime della Ragioneria Generale, riportate nei dossier tecnici, calcolano una platea di circa 327 milioni di spedizioni coinvolte l’anno. Nonostante le critiche delle piattaforme di e-commerce, il Governo ha mantenuto il punto, escludendo modifiche sostanziali nell’ultimo passaggio in Commissione Bilancio.

Affitti brevi: il doppio binario della cedolare

Sul fronte immobiliare, la Manovra 2026 chiude la lunga trattativa sulla tassazione delle locazioni turistiche. La versione definitiva dell’articolo 7 stabilisce un sistema a due aliquote per la cedolare secca. Il prelievo resta al 21% esclusivamente per la prima unità immobiliare messa a reddito dal contribuente. A partire dal secondo immobile locato con la formula degli affitti brevi (durata inferiore ai 30 giorni), l’aliquota sale al 26%. La stretta più significativa riguarda però i multiproprietari: dal terzo immobile in poi, scatta la presunzione di attività imprenditoriale. I proprietari saranno obbligati all’apertura della Partita IVA, uscendo dal regime forfettario della cedolare e rientrando nella tassazione ordinaria Irpef, con i relativi adempimenti contabili e previdenziali. L’obiettivo dichiarato è l’emersione del sommerso e la regolamentazione di un mercato finora caratterizzato da un’elevata frammentazione.

Banche e raddoppia la Tobin Tax

Confermato l’intervento sulla fiscalità finanziaria, in particolare sulle negoziazioni ad alta frequenza (High Frequency Trading). L’aliquota della cosiddetta Tobin Tax sulle transazioni finanziarie raddoppia, passando dallo 0,02% allo 0,04%. La misura, volta a disincentivare la speculazione algoritmica, dovrebbe generare un extragettito stimato in 337,3 milioni di euro a decorrere dal prossimo esercizio finanziario. Cala poi la percentuale di deducibilità sulle perdite pregresse delle banche, passando dal 43% al 35% nel 2026 e dal 54% al 42% nel 2027. Aumento dell’Irap del 2% ma si escludono i soggetti con minore base imponibile e si introduce una franchigia di 90mila euro applicabile sulla maggiore imposta dovuta (+2%) solo per i periodi d’imposta 2027 e 2028.

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