In vista della Legge di Bilancio per il 2027, il dibattito interno alla maggioranza si preannuncia particolarmente vivace. Trattandosi dell’ultima manovra prima della fine della legislatura, la necessità di trovare una sintesi tra la linea di rigore sui conti pubblici (sostenuta dal ministero dell’Economia) e le proposte ad alto impatto elettorale rappresenta la sfida principale del Governo.
Fratelli d’Italia: ceto medio, salari e prudenza fiscale
Il partito della premier Giorgia Meloni punta a combinare una gestione finanziaria prudente, per non mettere a rischio la credibilità guadagnata a Bruxelles (in questo in linea con il ministro leghista dell’Economia Giancarlo Giorgetti) con misure mirate a sostenere le famiglie e il ceto medio: la proposta chiave è l’ulteriore revisione delle aliquote Irpef, mirando a ridurre l’aliquota intermedia al 33% per i redditi fino a 60.000 euro. Un punto, questo, che è anche da sempre proposto da Forza Italia. C’è poi la proroga dell’imposta sostitutiva agevolata (al 5%) sugli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali (CCNL) e sui premi di produttività. Come linea da concretizzare per fine legislatura che da centrare l’obiettivo del potenziamento e rifinanziamento degli aiuti alle famiglie per contrastare l’inverno demografico.
Lega: pensioni, contributi dalle banche e pace fiscale
La Lega di Matteo Salvini concentra la propria azione su previdenza e fisco agevolato, con misure che puntano anche a recuperare consensi sia nei confronti degli alleati di governo che di Roberto Vannacci. A fronte dell’adeguamento automatico dei requisiti anagrafici all’aspettativa di vita (+3 mesi previsti dal 2027), la Lega ha come obiettivo quello di mitigare l’impatto con uscite anticipate a 64 anni e di riaprire le uscite anticipate dal lavoro a Quota 41. C’è poi la proposta di un prelievo o contributo straordinario a carico di grandi istituti bancari e finanziari (per Salvini i primi 10 istituti bancari italiani dovranno contribuire con un 5% sugli utili, per tre anni) per reperire risorse da destinare a misure previdenziali e sociali. Vecchio cavallo di battaglia, c’è anche la richiesta di riaprire i termini della rateizzazione dei debiti fiscali, rilanciando la rottamazione-quinquies attualmente in atto.
Forza Italia: pensioni minime, partite Iva e fisco pro impresa
Forza Italia, sotto la guida di Antonio Tajani, mantiene il focus sulle tutele per i pensionati, il lavoro autonomo e le imprese. Sarà riproposto l’obiettivo storico di portare gli assegni minimi verso la soglia dei 700-800 euro al mese. A questo si aggiunge la richiesta di incentivi e semplificazioni fiscali per il popolo delle partite Iva, compreso l’allargamento della flat tax incrementale. Su un prelievo da applicare alle banche si profila fin da subito il ritorno delle tensioni con la Lega, visto il fermo no a qualsiasi ipotesi di tassazione straordinaria sugli istituti di credito o sui profitti bancari. Ci sono poi proposte per la soppressione o riduzione di tributi locali e minori (come il bollo auto) e l’introduzione di strumenti come il cashback sanitario.









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