Storie Web mercoledì, Febbraio 18
Maltempo, per l’emergenza il decreto punta a 1 miliardo

Arriva oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri il decreto legge per l’emergenza maltempo che ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna. Un testo che prova a definire una prima cornice finanziaria e operativa per i ristori dei danni provocati a gennaio dal ciclone Harry, con un capitolo speciale dedicato a Niscemi, come anticipato lunedì sul posto dalla premier Giorgia Meloni: 150 milioni di euro per la città messa a dura prova dalla frana e la nomina a commissario straordinario del capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, chiamato a gestire demolizioni, messa in sicurezza e riduzione del rischio idrogeologico.

Recuperati altri 400 milioni dal Fondo emergenze

Nasce dunque una struttura parallela, con poteri rafforzati, per accelerare interventi che altrimenti rischierebbero di impantanarsi tra procedure e competenze incrociate. A rafforzare il pacchetto, una delibera della presidenza del Consiglio che dal Fondo emergenze recupera altri 400 milioni: 200 milioni nel 2026 e altri 200 nel 2027. Risorse destinate a sostenere la fase più immediata della crisi e a coprire i primi interventi sui territori, mentre si completa con le Regioni e i tecnici la ricognizione dei danni. Il punto di caduta potrebbe avvicinarsi al miliardo di euro ma le risorse vanno ancora scovate.

Alt a tasse e contributi fino al 30 aprile

Nel provvedimento, che Il Sole 24 Ore ha potuto visionare e che è ancora al vaglio della Ragioneria generale dello Stato, c’è l’attesa sospensione dei termini per i versamenti tributari e contributivi, che dovrebbe però fermarsi al 30 aprile prossimo (e non al 30 maggio come ipotizzato la scorsa settimana) e includere l’alt ai premi per l’assicuratore obbligatoria. Il recupero, in una sola soluzione, sarebbe previsto entro il 10 ottobre «senza applicazione di sanzioni e interessi».

La Cig unica emergenziale per i lavoratori

Il provvedimento riconosce, inoltre, ai lavoratori subordinati del settore privato, inclusi gli agricoli, impossibilitati a svolgere la loro attività un’integrazione al reddito fino all’80% della retribuzione erogata dall’Inps, per un massimo di 90 giornate (che scendono a 15 nel caso di impossibilità di recarsi al lavoro) ed entro il limite temporale del 31 maggio. Il ricorso all’ammortizzatore sarà vincolato all’esistenza di «condizioni adeguatamente documentate», anche mediante dichiarazione sostitutiva, che attestino il legame tra la mancata prestazione e l’evento calamitoso. Il tetto di spesa è fissato nella bozza a 37,6 milioni per il 2026. Per gli autonomi il testo prevede una indennità una tantum «pari a euro 500 per ciascun periodo di sospensione non superiore a 15 giorni e comunque nella misura massima di euro 3mila». In questo caso, lo stanziamento ipotizzato sarebbe di 102,3 milioni.

Gli aiuti alle imprese

Per le imprese, lo schema di Dl congela dal 18 gennaio fino al 31 marzo i versamenti per le Camere di commercio e gli adempimenti contabili e societari e fino al 30 aprile «tutti i termini per i relativi adempimenti amministrativi e il pagamento delle conseguenti sanzioni previste dalla vigente normativa». Le aziende agricole, della pesca e dell’acquacoltura potranno accedere agli aiuti disegnati dal Dlgs 102/2004 per un totale di 120 milioni; le imprese turistiche, invece, potranno contare su 5 milioni.

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