Standardizzare i percorsi diagnostici e assistenziali
“La prima priorità – sottolinea Ghignoni – riguarda la standardizzazione dei percorsi diagnostici e assistenziali, attraverso l’adozione uniforme delle linee guida nazionali e internazionali e l’utilizzo di protocolli diagnostici validati, così da ridurre la variabilità nelle decisioni cliniche e garantire maggiore equità nell’accesso alle cure. Parallelamente è necessario investire nelle tecnologie diagnostiche avanzate che possono contribuire a rendere più tempestiva e precisa l’identificazione della malattia, consentendo al tempo stesso un utilizzo più appropriato delle risorse sanitarie”. Un ulteriore elemento chiave “è rappresentato dalla presa in carico multidisciplinare, che integri competenze gastroenterologiche, nutrizionali e psicologiche”. In questo contesto assume particolare rilievo anche il coinvolgimento attivo dei pazienti attraverso programmi di educazione sanitaria e supporto psicologico, strumenti sempre più riconosciuti come essenziali per migliorare l’aderenza terapeutica e gli esiti clinici. Infine, un’attenzione specifica deve essere rivolta alla nutrizione clinica. “Garantire l’accesso ai supplementi nutrizionali orali prescritti dal medico, attraverso il loro inserimento nei Livelli essenziali di assistenza – spiega Ghignoni – permetterebbe di gestire in modo più efficace la malnutrizione associata alla patologia, migliorando il decorso clinico e la qualità della vita dei pazienti e contribuendo al tempo stesso alla riduzione dei costi per il sistema sanitario”.
Il progetto lanciato da Assobiotec
Per favorire la definizione di strategie e percorsi integrati di assistenza, nutrizione e cura sempre più personalizzati, efficaci e sostenibili in grado di valorizzare l’innovazione e di rispondere ai bisogni reali dei pazienti e del Sistema Paese, Assobiotec ha avviato una iniziativa multistakeholder di lungo periodo inaugurata con il lancio istituzionale del progetto alla Camera dei Deputati con l’evento “Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali: il valore della ricerca biotecnologica e della collaborazione fra Istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti”. A questo incontro seguiranno altri momenti di confronto strutturato tra istituzioni nazionali e territoriali, clinici, associazioni di pazienti e industria biotecnologica, con l’obiettivo di allineare i bisogni assistenziali e l’innovazione scientifica. Il progetto prevede inoltre la realizzazione, a cura di ALTEMS e CEIS, di un modello econometrico predittivo/previsionale in grado di anticipare gli effetti economici legati alla disponibilità di nuove soluzioni diagnostico terapeutiche che sarà presentato alla fine del percorso.
“Puntare su diagnosi precoce, innovazione terapeutica e modelli assistenziali integrati – conclude Ghignoni – significa offrire percorsi di cura migliori ai pazienti e rendere il sistema sanitario più efficiente. Trasformare il progresso scientifico in scelte organizzative e politiche concrete non è più un’opzione: è la condizione per migliorare davvero la vita di chi vive con le MICI”.











