
BRUXELLES – A quasi un mese dalla decisione dei capi di Stato e di governo di metà dicembre, la Commissione europea ha presentato ieri l’atteso progetto di legge che dovrebbe permettere all’Unione di raccogliere sui mercati fino a 90 miliardi di euro, da prestare poi all’Ucraina, in guerra con la Russia da ormai quattro anni. Nei fatti, l’operazione, subordinata al rispetto dello stato di diritto da parte di Kiev, sarà una cooperazione rafforzata tra i paesi partecipanti. Secondo la proposta, 60 miliardi di euro andranno devoluti alla difesa.
La scelta del prestito «ribadisce l’impegno incondizionato dell’Europa a favore della sicurezza, della difesa e della prosperità futura dell’Ucraina», ha spiegato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in una conferenza stampa a Bruxelles. Ha aggiunto sempre ieri il commissario agli Affari economici Valdis Dombrovskis: «Le proposte odierne salvaguarderanno la stabilità finanziaria dell’Ucraina e rafforzeranno la sua capacità a difendersi».
La proposta di regolamento, che andrà approvata all’unanimità dei paesi membri, prevede di utilizzare il bilancio europeo quale garanzia. I costi saranno sostenuti da 24 paesi su 27. L’Ungheria, la Repubblica Ceca e la Slovacchia hanno dato il loro benestare all’uso del bilancio comunitario per aiutare finanziariamente Kiev, ma hanno deciso di non assumersene gli oneri. L’operazione richiederà anche un passaggio davanti al Parlamento europeo.
Il prestito dovrà servire ad aiutare l’Ucraina nel periodo 2026-2027. La prima tranche di denaro dovrebbe giungere a Kiev in aprile. Dall’inizio dell’invasione russa del paese, l’Unione europea e i suoi paesi membri hanno fornito a Kiev aiuti per 193,3 miliardi di euro. Nella sua proposta legislativa di ieri, Bruxelles propone di utilizzare 60 miliardi di euro a fini militari, mentre gli altri 30 saranno di sostegno economico.
Bruxelles ha sottolineato che il prestito sarà condizionato al rispetto dello stato di diritto e alla lotta contro la corruzione («Sono condizioni non negoziabili alla luce di un sostegno economico», ha detto la signora von der Leyen). Secondo la proposta, il denaro dovrà essere usato in priorità ad acquisti nel mercato europeo. Tuttavia, il testo consente a Kiev di discostarsi da tale linea-guida, poiché «l’Ucraina è un paese in guerra la cui capacità di difendere il proprio territorio potrebbe dipendere dalla disponibilità di un determinato prodotto a brevissimo termine».








