Storie Web mercoledì, Giugno 10

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

BRUXELLES – Continua il clamoroso braccio di ferro tra l’Unione europea e le grandi imprese digitali. Ieri la Commissione europea ha ordinato al gruppo americano Meta di permettere agli assistenti di intelligenza artificiale di accedere liberamente al suo sistema di messaggistica WhatsApp. La decisione, che deve essere applicata entro cinque giorni lavorativi, è stata presa prima ancora che Bruxelles metta fine alla sua indagine antitrust ai danni della società californiana.

In un punto stampa ieri a Bruxelles, la vicepresidente della Commissione europea Teresa Ribera ha spiegato: «In mercati in rapida evoluzione, la concorrenza può essere compromessa molto prima che venga adottata una decisione definitiva». Per questo motivo, l’esecutivo comunitario ha deciso di giocare d’anticipo. La misura annunciata ieri rimarrà in vigore «per tutta la durata dell’indagine, al fine di prevenire un danno che sarebbe quasi impossibile da riparare».

La vicenda è iniziata nel dicembre del 2025 quando la Commissione europea ha deciso di aprire una indagine antitrust contro Meta, proprietaria tra le altre cose di Facebook, oltre che di WhatsApp. Nel febbraio scorso, Bruxelles pubblicò un parere motivato. Un ulteriore parere motivato fu inviato alla società americana in aprile. La scelta di imporre misure restrittive prima ancora di chiudere l’indagine rivela il timore di danni irreparabili alla concorrenza. In un comunicato Bruxelles parla di «necessità urgente».

Secondo l’esecutivo comunitario, Meta approfitta della sua posizione dominante sin dal gennaio del 2023. In questo contesto Bruxelles ha chiesto ieri alla società di permettere l’offerta di intelligenza artificiale su WhatsApp for Business API da parte dei rivali «secondo le condizioni precedenti il 15 ottobre del 2025». Non è il primo caso controverso che riguarda la società americana. Nell’aprile dello scorso anno, Meta è stata multata per 200 milioni di euro per presunta violazione del Digital Markets Act.

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