Ok a una “certa” flessibilità sulle spese per l’energia ma solo riguardo agli investimenti. Sarebbe questo l’orientamento della Commissione Ue dopo valutazioni ad oltranza a Bruxelles per dare un segnale già mercoledì 3 giugno, nell’ambito del pacchetto di Primavera del Semestre Europeo, alla richiesta di misure contro il caro-energia avanzate dall’Italia.
Accolta in parte la richiesta italiana di affrontare il caro-energia
L’attesa da quanto trapela a Bruxelles è che si apra alla flessibilità per gli investimenti nell’energia all’interno della clausola di salvaguardia che deroga il Patto per gli investimenti nella difesa. Sarebbe insomma accolta in parte la richiesta italiana di affrontare il caro-energia, con l’attenzione però ad aprire agli investimenti e non ai sussidiL’Italia ha chiesto alla ue più flessibilità
Fonti: flessibilità Ue su energia vale 0,3% Pil entro deroga 1,5% per la difesa
In particolare, la flessibilità per gli investimenti nell’energia che sarà annunciata nelle prossime ore dalla Commissione Ue prevede la possibilità di chiedere all’interno della clausola di salvaguardia nazionale per la difesa dell’1,5% del Pil, deroghe fino a uno 0,3% massimo l’anno per il triennio 2026-2028 e per un massimo cumulato dello 0,6%. I nuovi investimenti, implementati dal febbraio 2026, dovranno essere mirati, temporanei e non aumentare la domanda di combustibili fossili. La comunicazione Ue chiederà misure che rafforzino la resilienza strutturale del sistema energetico europeo e accelerino la transizione dai fossili.
