
Per ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro in Lombardia si comincia molto presto, quando i ragazzi vanno ancora a scuola. E’ quando sono ancora studenti che viene data la possibilità di scegliere l’azienda che a loro piacerebbe conoscere e dove magari da grandi vorrebbero andare a lavorare. Il fatto che siano proprio gli studenti a scegliere l’azienda consente di ridurre al minimo il tasso di disallineamento, almeno dal lato delle potenziali candidature. E’ con questo spirito che nasce la app Lablab che vanta già l’adesione di un migliaio di aziende ed è stata presentata ai dirigenti scolastici delle principali scuole secondarie di secondo grado della Lombardia, dall’assessore regionale a Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi, e dalla direttrice dell’Ufficio scolastico Luciana Volta.
La sempre maggiore dimestichezza tecnologica delle giovani generazioni rende questo strumento molto attrattivo e di facile utilizzo per consentire agli studenti delle scuole superiori di prenotare direttamente un’esperienza immersiva all’interno delle imprese, selezionando l’azienda e il settore di interesse, come in un vero e proprio appuntamento di lavoro personalizzato. L’incontro è diventato un vero e proprio momento operativo per avviare l’ultima fase di piena attuazione della piattaforma, che è già stata condivisa con il sistema produttivo lombardo ed è sostenuta da oltre 1.000 aziende di tutte le dimensioni e di tutti i settori che hanno scelto di aderire al progetto.
Per l’assessore Tironi si tratta di «un modello innovativo di orientamento che supera gli strumenti tradizionali e punta sull’esperienza diretta come leva per una scelta consapevole del percorso di studi e professionale». Gli studenti potranno infatti confrontarsi con i loro docenti, scegliere le aziende da visitare e poi, attraverso la app, mettersi in contatto. Le visite potranno essere tre nell’arco dell’anno scolastico e consentiranno di entrare concretamente in contatto con gli ambienti della produzione, i professionisti e i processi organizzativi. Una vera e imperdibile occasione per entrare fin da studenti, seppure da giovani studenti, nel mondo del lavoro e conoscere da vicino mestieri, competenze richieste e prospettive occupazionali. E’ anche così che si possono orientare con maggiore consapevolezza le scelte formative. «Oggi mettiamo a disposizione dei nostri studenti uno strumento concreto che consente di vedere e toccare con mano il mercato del lavoro – continua Tironi -. Troppi ragazzi ci hanno raccontato di conoscere solo la realtà professionale dai propri genitori o del proprio contesto familiare. Con questa iniziativa offriamo loro la possibilità di esplorare davvero i settori che li appassionano, per comprendere se corrispondono alle proprie attitudini e aspirazioni».
Per rendere operativa ‘LabLab’ sono state coinvolte in un percorso articolato imprese, associazioni datoriali, docenti ed esperti del settore. Del resto, come ricorda Tironi, «la Lombardia è la prima regione manifatturiera d’Europa e il nostro tessuto produttivo esprime eccellenze in tutti i comparti strategici. Ridurre il mismatch tra domanda e offerta di competenze significa intervenire in modo tempestivo, già nella fase dell’orientamento scolastico. Favorire l’incontro diretto tra studenti e imprese significa aiutare i ragazzi a compiere scelte più consapevoli e, di conseguenza, più solide nel tempo». L’obiettivo della Regione Lombardia, va ben oltre i suoi confini ed è quello di trasformare questa best practice in un modello strutturale di orientamento, rafforzando l’alleanza tra scuola e sistema produttivo e rendendo stabile l’accesso diretto degli studenti alle realtà aziendali del territorio. Adesso, dopo che la Regione e le aziende hanno fatto la loro parte, tocca alle scuole coinvolgere i ragazzi e far decollare questo strumento.









