«Ci troviamo nel bel mezzo di uno dei più significativi sconvolgimenti economici degli ultimi decenni… forse di sempre», ha dichiarato la governatrice annunciando l’ordine esecutivo a New York. «Questo tipo di data center per l’intelligenza artificiale consumano quantità enormi di energia, rischiando concretamente di superare la capacità della nostra rete elettrica», ha aggiunto. «Fanno lievitare i costi per gli utenti locali e mi rifiuto di permettere che tali costi ricadano sui cittadini di New York».
La posizione di Hochul rispecchia quella di molti residenti dello Stato e di esponenti del mondo ambientalista, i quali hanno sottoposto a un attento esame questo tipo di data center a causa del loro consumo eccessivo di energia e risorse naturali, in particolare di acqua. L’annuncio ha evidenziato il forte rincaro delle bollette elettriche per i cittadini di New York: dal 2019, il prezzo medio dell’elettricità a uso residenziale nello Stato è aumentato di quasi il 68%. Tale situazione ha orientato nettamente l’opinione pubblica contro la costruzione di nuovi data center, suscitando forti proteste della popolazione riguardo ai progetti previsti in località come Lansing ed East Fishkill.
La decisione della governatrice dello Stato di New York ha fatto felici le organizzazioni ambientaliste ma ha avuto anche l’applauso di politici come le senatrici Kirsten Gillibran e Kristen Gonzalez ed è in linea con i recenti sondaggi nello Stato di New York
Naturalmente non sono mancate le voci contrarie. «La Cina vince», ha commentato il senatore della Pennsylvania John Fetterman in un post su X. Mentre i costruttori di data center hanno sostenuto che i rivali stranieri degli Stati Uniti stiano appoggiando il movimento contrario all’IA; vi sarebbero inoltre prove della pubblicazione, per un pubblico statunitense, di contenuti anti-IA creati all’estero.
Quello che è stato deciso nello Stato di New York si inserisce in una battaglia più ampia contro la proliferazione di data center negli Stati Uniti. Battaglia che ha il volto di nomi noti. Lo scorso marzo il senatore indipendente del Vermont Bernie Sanders e la deputata democratica di New York, Alexandria Ocasio-Cortez, quindi due figure di spicco dell’opposizione americana di sinistra, hanno presentato, rispettivamente al Senato e alla Camera usa, l’Artificial Intelligence (AI) Data Center Moratorium Act, un disegno di legge che mira a sospendere a livello nazionale la costruzione di nuovi data center fino a quando non saranno implementate adeguate misure di sicurezza. La battaglia di Sanders in particolare va oltre la preoccupazione per i livelli di sicurezza di queste nuove strutture: «L’intelligenza artificiale e la robotica stanno dando vita alla più vasta rivoluzione tecnologica nella storia dell’umanità», ha dichiarato in un comunicato quando ha presentato la proposta con Ocasio-Cortez. «La portata, l’ampiezza e la velocità di tale cambiamento sono senza precedenti».






