Storie Web martedì, Gennaio 13
L’intelligenza artificiale sbarca negli studi dei medici di famiglia: con “Mia” un aiuto su diagnosi e prescrizioni

Si chiama “Mia” ed entrerà nei prossimi giorni negli studi dei primi 1500 medici di famiglia. Mia è un acronimo che sta per Medicina e intelligenza artificiale.e sarà più di un assistente virtuale, sarà un vero e proprio aiutante scientifico del camice bianco in grado di supportarlo in molte delle sue decisioni quotidiane: magari per arrivare a una diagnosi quando con sintomi poco chiari non si hanno tante certezze oppure suggerendo un percorso di cura, un esame da fare o un farmaco da prescrivere al proprio paziente che da anni è colpito da una malattia cronica fino a consigliare anche attività di prevenzione utili per quell’assistito che avendo superato una certa età è meglio se fa un controllo in più o uno screening.

Dopo aver fatto il suo ingresso negli ospedali – sempre più apparecchiature di diagnostica la utilizzano per migliorare le proprie performance – l’intelligenza artificiale grazie a un progetto finanziato dal Pnrr si appresta a entrare negli ambulatori dei dottori di famiglia compresi quelli che lavorano o lavoreranno nelle nuove Case di comunità sul territorio. L’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali che è anche l’Agenzia per la Sanità digitale, dopo aver chiuso la gara del valore di 8,3 milioni per la messa in esercizio e la gestione della prima Piattaforma di intelligenza artificiale per le cure primarie – gara vinta dall’azienda Bv tech – ha provveduto insieme alle Regioni ad assoldare i primi 1500 medici di famiglia che, dopo un percorso di formazione che partirà a breve, durante il 2026 testeranno “Mia” nel loro lavoro. Per ora si comincia con il primo dtrappello di medici, ma l’idea è quella di far arrivare “Mia” a una platea molto più estesa di camici bianchi nel giro di due-tre anni.

Ma come funziona “Mia”? Si tratta di una piattaforma interrogabile dal pc – anche sotto forma di app – mediante un’interfaccia conversazionale di semplice utilizzo che prevede una architettura tecnologica basata sull’intelligenza artificiale (Rag: Retrieval Augmented Generation). Il medico potrà fare domande a “Mia” la quale a sua volta attingerà da una base di conoscenze “validate e certificate”: si tratta di fonti informative e documenti ufficiali come linee guida, protocolli, normative, letteratura scientifica, percorsi diagnostico terapeutico assistenziali, nomenclatori, ecc. Il progetto tra l’altro prevede l’attivazione del percorso di certificazione dello strumento come dispositivo medico, un passo per garantire ancora di più affidabilità e aderenza alle norme specifiche di settore. L’arrivo di “Mia” negli studi dei medici di famiglia del resto coincide con varie iniziative anche a livello internazionale che vedono l’intelligenza artificiale sempre più presente nella creazione di contenuti nel settore salute, come dimostra l’arrivo anche della nuova versione “ChatGpt Salute” appena annunciata da OpenAi (si veda articolo a fianco) che sarà presto a aperta a tutti gli utenti del web.

Il progetto per creare “Mia” prevede tre fasi: la prima di analisi, progettazione e realizzazione dello strumento informatico si è conclusa lo scorso 31 dicembre. Una seconda fase di sperimentazione e manutenzione, da concludersi entro il 31 dicembre di quest’anno, che parte in questi giorni consisterà nell’implementazione progressiva da parte dei 1500 medici sperimentatori dei tre casi d’uso della piattaforma e cioè “inquadramento diagnostico di base”, “supporto alla gestione della cronicità” e “supporto alla prevenzione e alla promozione della salute”. Durante quest’anno si prevede come detto anche l’implementazione di un piano di formazione per abilitare i medici all’utilizzo dello strumento e a incrementare le proprie conoscenze sull’intelligenza artificiale. Infine l’ultima fase prevista è quella di gestione e manutenzione della Piattaforma, a partire da gennaio 2027, che prevede una progressiva estensione agli altri medici di famiglia che lavorano per il Ssn: dopo i primi 1500 sarà esteso ad altri 3mila camici bianchi nel 2027, poi altri 7500 e infine altri 15mila.

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