Il quadro resta complesso, anche se – osserva la vicepresidente Ispi Emma Marcegaglia – l’impatto della fase di incertezza sull’economia globale è stato finora meno pesante rispetto alle previsioni iniziali, con l’86% delle imprese Ue a dichiarare di aver continuato ad investire nel 2025. Le imprese provano ad ogni modo a reagire – spiega – diversificando ad esempio export e fonti di approvvigionamento, nella consapevolezza però di dover continuare a credere nell’Europa.
«Bruxelles ha tanto da fare – spiega l’imprenditrice, Presidente e Ceo di Marcegaglia Holding – ma è la nostra chance, tutto ciò che abbiamo, perché fuori è peggio. Qui c’è libertà e democrazia, non abbiamo le milizie dell’Ice». L’auspicio è quello di superare i singoli veti (vedi Orban) e adottare progetti comuni per avere più autonomia, ad esempio nella difesa, seguendo in generale la rotta strategica tracciata dal premier canadese Carney a Davos e puntando ad una nuova e rafforzata alleanza tra medie potenze, «cercando alleati seri, andando avanti come possiamo». E guardando dunque anche oltre gli Usa, con cui occorre agire in modo fermo e compatto. «Trump -spiega Marcegaglia – ha rispetto chi ha molto potere e in questi 12 mesi abbiamo capito che avere un atteggiamento nei suoi confronti non paga. Bene ha fatto l’Europa a mostrarsi compatta sulla Groenlandia, il modo migliore per trattare con Trump è diventare più forti, eliminando in Europa i vincoli che ci rendono invece più deboli».
Reazione europea che deve passare anche dalla ratifica di nuovi accordi di libero scambio, a partire dal Mercosur, intesa rinviata al fotofinish dal Parlamento Ue alla Corte di Giustizia per una manciata di voti.
«Così mettiamo a rischio anche altri accordi che stavano per arrivare – spiega la vicepresidente di Confindutria per l’Internazionalizzazione Barbara Cimmino – e questa accade proprio mentre possiamo cambiare radicalmente la direzione del nostro export cercando nuovi sbocchi, la ratifica sarebbe stata un chiaro segnale di rafforzamento dell’Europa. Il cancelliere tedesco Merz ha definito “deplorevole” questo voto e purtroppo noi in Italia non abbiamo fatto altrettanto».
«D’accordo criticare l’Europa – rincara Emma Marcegaglia – ma poi i nostri partiti non devono fare cose senza senso come per l’accordo sul Mercosur, posizione adottata per fini elettorali che è deleteria per il Paese nel suo insieme».










