Sono 2.055 le persone morte in Libano dalla ripresa delle ostilità fra Hezbollah e Israele. Lo ha reso noto il ministero della Salute di Beirut. Tra le vittime si contano 252 donne, 165 bambini e 87 operatori sanitari. Altre 6.588 persone sono rimaste ferite.
Il drammatico bilancio emerge alla vigilia della visita del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che sarà domani a Beirut per una serie di incontri istituzionali con il Presidente della Repubblica libanese, Joseph Aoun, e con il Ministro degli Affari Esteri e degli Emigrati, Youssef Rajji.
Nel corso della visita – spiega la Farnesina – il ministro incontrerà inoltre il contingente italiano impegnato nel Paese nell’ambito della Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL) e del Comitato Tecnico Militare per il Libano (MTC4L). Avrà inoltre un collegamento in videoconferenza con il contingente italiano schierato presso la base UNIFIL di Shamaa, simbolo del costante impegno italiano a sostegno della pace e della stabilità in Medio Oriente. La missione si inserisce nel quadro della profonda instabilità regionale e intende ribadire il pieno sostegno dell’Italia alla stabilità e alla sicurezza del Libano.
Durante i colloqui con il Presidente Aoun e il Ministro Rajji, Tajani sottolineerà innanzitutto la volontà di promuovere un dialogo diretto tra Libano e Israele per costruire una pace duratura nella regione.
Al centro della visita anche l’impegno dell’Italia nel settore della sicurezza e della difesa. Il nostro Paese partecipa alle principali iniziative internazionali a sostegno del Libano, a partire dalla missione Unifil, ed è impegnato anche su base bilaterale attraverso la missione Mibil, alla quale il ministero degli Esteri ha destinato circa 10 milioni di euro negli ultimi tre anni per il rafforzamento delle capacità logistiche e infrastrutturali delle Forze Armate libanesi.








