Storie Web domenica, Maggio 24

E se invece di immaginare il futuro provassimo a costruirlo? Se al posto di cedere al mercato e ai nuovi poteri rimettessimo al centro l’individuo e le sue speranze? Se riprogettassimo industria, prodotti e servizi digitali intorno all’uomo e al suo benessere?

Di fronte a sfide così complesse, noi europei abbiamo un vantaggio: viviamo nell’unico continente in cui queste domande possono ancora essere pensate, formulate, discusse. E diventare esperimenti concreti.

Facendo indossare speciali sensori ai lavoratori di una multinazionale giapponese e ripensando i processi produttivi sulla base dei dati raccolti – dopo averli analizzati con un algoritmo di IA che ha richiesto due anni di ricerca e sviluppo – un gruppo di ricercatori dell’Università di Trento guidato dal professor Francesco Pilati è riuscito a ridurre del 30% la fatica registrata dai lavoratori e nello stesso tempo ad aumentare del 15% la produttività aziendale.

Questo pezzo di futuro realizzato è stato al centro dell’incontro «La fabbrica del futuro: nuove tecnologie e benessere umano» al Festival dell’Economia di Trento. Un’occasione per provare a tracciare una possibile «via europea» all’intelligenza artificiale. «Stiamo passando – ha spiegato Alessandro Pegoretti, direttore del dipartimento di ingegneria industriale di UniTrento – al paradigma di Industria 5.0 che, dopo la spinta sulla digitalizzazione attuata con Industria 4.0, prova a rimettere al centro la persona, l’essere umano e la sostenibilità dei processi produttivi e dei prodotti».

Marco Gay, presidente esecutivo di ZEST, primo gruppo italiano di dimensione europea dedicato alla crescita dell’ecosistema dell’innovazione, ha ricordato i dati che fotografano l’adozione dell’IA in Italia. Nel 2025, il 16,4% delle imprese con 10 o più addetti utilizzava almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, percentuale che sale al 53,1% tra le grandi imprese. Particolarmente dinamico il mondo delle startup: «Il 30% di quelle presenti nel nostro portafoglio – spiega Gay – ha avviato progetti di IA, che hanno permesso di raccogliere capitali per 25 milioni di euro».

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