
I Paesi target, rileva la ricerca, restano infatti Germania, Francia e Stati Uniti. Tuttavia, il 54,8% del campione dichiara di investire anche nella diversificazione dei mercati di sbocco (guardando soprattutto a Medio Oriente, Gran Bretagna, Africa e Cina) e ampliato il bacino dei fornitori in risposta alle minacce tariffarie e all’instabilità geopolitica, ovvero i due fenomeni considerati come i principali rischi.
La riorganizzazione delle reti di fornitura si è tradotta in nuove partnership strette in Paesi più vicini o considerati amici (friend-shoring), per garantire una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti. La risposta ai dazi Usa privilegia la collaborazione con i fornitori e l’abbassamento dei prezzi, rispetto a ricollocamento della produzione o stabilimenti negli Usa. L’integrazione tra export di beni e offerta di servizi (servitizzazione) si consolida come leva strategica sui mercati esteri per il 56,0% delle imprese manifatturiere (71,2% nella metalmeccanica), generando più valore e migliori performance.
Partnership pubblico-privato per sostenere le pmi
«Le imprese del nostro territorio internazionalizzate sono consapevoli delle sfide e capaci di adattare le strategie ai cambiamenti e agli shock – spiega Silvia Moretto -. L’apertura ai mercati è una scelta strategica per le nostre aziende, che realizzano il 40% del fatturato all’estero, nonostante tensioni geopolitiche, nuovo protezionismo e crisi tedesca, grazie alla loro capacità competitiva».
Ma occorre fare di più per sostenerle nel tentativo di cogliere il cambiamento in atto: «È necessaria, in particolare, una politica industriale capace di far fronte alle nuove frontiere dell’innovazione e dell’Intelligenza artificiale – aggiunge -. E una strategia di sistema, pubblico-privato, per accompagnarle verso nuovi mercati ad alto potenziale e rafforzare la competitività di lungo periodo. In questo quadro, accordi ambiziosi come quelli Ue-Mercosur, che va attivato senza altro indugio, e con l’India, sono un moltiplicatore di opportunità anche per il nostro territorio, perché aprono spazi rilevanti di sviluppo e partnership e riducono dazi che oggi penalizzano fortemente le nostre imprese. Come Confindustria Veneto Est, ci concentreremo sul supporto alle imprese nel presidio di questi mercati, anche con approcci di filiera, valorizzando l’esperienza e l’eccellenza di prodotti e servizi come quelli delle aziende Exporter of the Year, per aumentare ancor più la competitività e il ruolo del Made in Italy nel mondo».
Il premio Exporter of the Year
Nel corso dell’evento è stato assegnato il Premio Exporter of the Year 2025 riservato ad aziende partecipanti alla ricerca che si sono distinte per la performance sui mercati internazionali. Per la categoria Grandi Imprese ha vinto PAL Srl; per la categoria Piccole e Medie Imprese premio a Parchettificio Garbelotto Srl; nella categoria Beginners (aziende con esperienza più recente sui mercati esteri) ha vinto Ambiente 1985 Srl. Menzione speciale nella categoria Servizi a Orion Srl.











