Storie Web sabato, Gennaio 17
L’Europa vince, la Cina divide e l’America piace meno di prima

È senza dubbio l’Europa l’area geografica che piace di più ai gestori. Nella scaletta delle preferenze il vecchio continente ha quindi preso il posto degli Stati Uniti (in pole position nel sondaggio dello scorso anno), sui quali, però, le posizioni sono sostanzialmente equilibrate: in molti li sconsigliano, soprattutto a causa delle valutazioni molto elevate sul segmento dei titoli tecnologici, ma più in generale anche su quello delle large cap anch’esse in molti casi sopravvalutate rispetto alla media delle società. In tanti, comunque, continuano a segnalarli perché si tratta di un’area che non può mancare all’interno dei portafogli di gestori e investitori, grandi o piccoli che siano.

L’altra carta giocata dalle case di investimento interpellate nel sondaggio è quella dei mercati asiatici, soprattutto in un’ottica di medio-lungo periodo. Tra questi è stata nominata la Corea del Sud, avvantaggiata da un ciclo tecnologico favorevole e da una fase economica in netto miglioramento. Valutazioni interessanti anche per i mercati emergenti, India e Brasile in testa, grazie a un’ economia solida, un’inflazione sotto controllo e, pure in questo caso, a valutazioni molto interessanti nel contesto. Tra i Paesi meno gettonati c’è invece il Regno Unito.

LE AREE GEOGRAFICHE

Loading…

La scelta europea

«Abbiamo progressivamente ribilanciato i portafogli verso l’Europa – spiegano da Tikenhau -, ritenendo che gran parte del pessimismo attuale sia già incorporato nelle valutazioni. L’Europa deve affrontare sfide quali la competitività, la frammentazione dei mercati e l’instabilità politica, ma il prossimo anno dovrebbe segnare l’avvio di una nuova fase di crescita economica e di miglioramento degli utili, con gli effetti dello stimolo fiscale tedesco destinati a riflettersi in modo più ampio sull’economia dell’area. Inoltre, in un contesto di inflazione più contenuta, la politica monetaria in Europa risulta meno vincolata rispetto a quella statunitense. Ai livelli attuali, l’Europa è più fortemente scontata rispetto agli Stati Uniti rispetto a qualsiasi altro momento storico, fattore che rende questo momento opportuno per riequilibrare le allocation a favore del Vecchio Continente».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Algebris. «Per l’azionario, la preferenza va all’Europa, con un focus particolare sull’Italia – spiegano dalla società-. Ma teniamo invece un posizionamento più cauto sul Regno Unito». Lo scetticismo verso lo Uk mette tutti d’accordo. Poco attraente in questo momento anche l’Est Europa e il Medio Oriente. L’Italia, invece, piace a diversi gestori e viene segnalata nelle scelte principalmente per un paio di motivi, vale a dire le quotazioni interessanti del segmento small e medium cap e anche perché, nonostante una crescita del Pil modesta, resta interessante in termini di valutazioni fondamentali.

La Germania

C’è anche il tema Germania emerso nelle indicazioni dei money manager. Quella che per anni è stata la locomotiva d’Europa, torna al centro dell’attenzione dei sostenitori dell’area europea perché l’opinione condivisa è che abbia buone prospettive di sovraperformare, complici l’enorme piano di spesa fiscale, l’impulso derivante dallo stimolo infrastrutturale da 500 miliardi di euro e l’aumento della spesa per la difesa in tutta la Nato che dovrebbero favorire i settori industriale, infrastrutturale e climatico.

Condividere.